Finanza
Ha ucciso la moglie usando due coltelli
Luigi Fontana confessa al giudice. Era tormentato dall’idea che l’ex cameriera di Galleno avesse un’altra relazione
Luca Tronchetti
LUCCA. Poco più di un’ora e mezzo per confessare agli inquirenti di aver ucciso la moglie con due coltelli da cucina infliggendole numerosi fendenti perché aveva avuto la certezza che la consorte, Maria Carmina Fontana per tutti Carmela, ex cameriera in un ristorante di Galleno, avesse un’altra relazione. Nella camera blindata dell’ospedale San Luca si consuma il primo atto giudiziario legato al femminicidio avvenuto venerdì alle 14 nella villetta di via Enrico Fermi 17 ad Altopascio.
L’autore del delitto, Luigi Fontana, 54 anni, il muratore accusato di omicidio volontario aggravato, ammette le proprie responsabilità difronte al giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri, al sostituto procuratore Alberto dello Jacono e al suo legale Ilenia Vettori. Racconta agli inquirenti che da tempo era tormentato dall’idea che la moglie potesse avere un’altra relazione e che la domenica antecedente al delitto ne avrebbe avuto la certezza parlandone poi con la sorella, il cognato e un altro fratello che vive e lavora in provincia di Caserta. Tutti lo avevano consigliato a lasciare l’abitazione e, provvisoriamente, ad andare a vivere con uno di loro, in attesa di chiarirsi con la consorte. Un suggerimento che lui non ha voluto ascoltare. Così, stando al racconto fornito agli inquirenti, venerdì all’ora di pranzo trovandosi da solo in casa con Carmela ha iniziato a litigare. Parole sempre più pesanti sino a quando, dalla tavola, ha preso un coltello da cucina e ha iniziato a colpire la donna. Lei, per cercare di difendersi dai fendenti, si è parata il volto con le mani e con le braccia riportando alcune ferite superficiali. A un certo punto il coltello si è rotto e il muratore ne ha preso un altro e ha proseguito nella sua follia omicida sino a quando la lama ha reciso e lesionato un organo vitale. Con la moglie distesa a terra e agonizzante in un primo tempo Luigi Fontana ha pensato di cambiarsi la camicia, i pantaloni e le scarpe lasciando i vestiti in un disimpegno della casa. Poi è tornato sui suoi passi cercando di soccorrere la moglie e sporcandosi di nuove le mani con il suo sangue. A quel punto è uscito di corsa iniziando a urlare “Aiutatemi ho fatto un casino”, è stato soccorso da un vicino e ha atteso l’arrivo dei carabinieri che lo hanno trasferito in caserma.
Così alla fine dell’interrogatorio di garanzia il gip dispone la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere non appena le condizioni di salute dell’omicida lo consentiranno. Toccherà quindi ai medici del San Luca che hanno in cura l’indagato avvertire l’ufficio del pubblico ministero della sua guarigione e consentirne il trasferimento nel carcere di San Giorgio. Al momento, e in attesa di ulteriori disposizioni, Luigi Fontana è piantonato, nel reparto dove è stato ricoverato, dagli agenti della polizia penitenziaria. —
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