Il Tirreno

Pontedera

tribunale 

Assolto dall’accusa delle botte alla moglie «Il fatto non sussiste»

P.B.

2 MINUTI DI LETTURA





pontedera. Assolto perché il fatto non sussiste per il maltrattamento e non doversi procedere per remissione di querela per un episodio di lesioni personali.

Era accusato anche di violenza sessuale, ma per quel reato anche il pm aveva chiesto l’assoluzione.

A fronte di una richiesta di condanna a tre anni e mezzo, il verdetto del primo collegio del Tribunale (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina) è andato oltre la stessa richiesta della difesa dell’imputato che chiedeva, in subordine all’assoluzione, una sentenza che prevedesse una pena che prevedesse la sospensione condizionale.

Il pm Flavia Alemi ha chiarito nella sua requisitoria che la prova della violenza sessuale, denunciata dalla moglie dell’imputato, un 48enne muratore albanese, non fosse stata raggiunta durante il dibattimento.

La donna aveva fornito due motivazioni diverse, alle forze dell’ordine e all’assistente sociale, sull’origine della presunta violenza.

Secondo la Procura gli schiaffi e le mortificazioni, anche davanti alle figlie minori, c’erano stati e non potevano essere taciuti. Di qui la richiesta di condanna.

Per l’avvocato Rolando Rossi, legale del muratore (omettiamo le generalità per tutelare la parte offesa), gli episodi sfociati in un processo andavano inseriti in un contesto familiare in cui il 48enne sospettava il tradimento della moglie e in modo brusco gliene chiedeva conto. Per le lesioni il ritiro della querela da parte della donna, nel frattempo tornata a vivere con il marito, ha portato al non doversi procedere per quel reato. Il resto è stato ritenuto «come fatto che non sussiste». —

P.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web