Il Tirreno

Pontedera

il caso della media di crespina 

Scuola solo per residenti, continua il braccio di ferro Comune-genitori

Alessandro Bientinesi
Scuola solo per residenti, continua il braccio di ferro Comune-genitori

Manifestazione e nuova protesta ieri davanti all’istituto Cozzi, si profila anche uno scontro giudiziario

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CRESPINA. Uno striscione semplice, un drappo bianco con lettere scritte in nero. «La scuola è di tutti». E davanti, seduti sul marciapiede di fronte alla cancellata della scuola media di Crespina, i bambini con le gambe incrociate e con loro, più distanti, i genitori in presidio.

Un nuovo capitolo di un lunghissimo braccio di ferro. Quella scuola, quella di primo grado Cozzi di Crespina, ma al confine con il Comune di Casciana Terme Lari, è da mesi il simbolo di un braccio di ferro tra il sindaco Thomas D’Addona, l’ex dirigente dell’istituto Daniela Pampaloni e un gruppo di genitori. Genitori che protestano perché la giunta, a gennaio scorso, ha modificato il piano di utilizzo degli edifici scolastici. A tutti gli effetti limitando, o provando a limitare, le iscrizioni dei bambini residente nel comune limitrofo. Escludendo, di fatto, 16 bambini. Ieri mattina un nuovo presidio, nel corso del quale i genitori hanno rilanciato la loro protesta. «Il presidio è il modo più visibile per far sapere che la nostra battaglia va avanti, ma ne stiamo attuando altri meno visibili ma per noi altrettanto importanti – spiegano i genitori fuori dalla scuola di Crespina – Abbiamo mandato lettere al provveditore regionale, al garante dell’infanzia e al prefetto di Pisa. Abbiamo chiesto supporto anche al Partito Democratico, perché la questione sta diventando anche politica. E poi abbiamo effettuato una raccolta di soldi e ricorreremo al Tar e, se necessario, anche al tribunale ordinario». Il sindaco D’Addona ha, più volte, ribadito come la presenza di studenti da un altro comune abbia un aggravio di costi importante per l’amministrazjone; e come per questo abbia deciso, supportato dalla sua giunta, di porre un freno alla presenza di bimbi “extra-comunali”. I genitori, però, tirano dritto per la loro strada. «Non siamo felici di doverci rivolgere ad avvocati e tribunali, ma visti i tempi che iniziano a essere stretti, visto che stiamo parlando delle iscrizioni di giugno, ci troviamo quasi costretti a passare dal Tar – dicono ancora i genitori “dissidenti” – Speriamo i tempi siano brevi, comunque in alternativa passeremo anche dal tribunale ordinario. Se non riuscissimo a veder garantire questo diritto per i nostri figli, faremo questa lotta per i bambini che verranno dopo i nostri. Dobbiamo dire basta a questa politica in cui ognuno pensa al suo orticello, non porterà da nessuna parte». Il riferimento è anche alle frizioni che, nelle scorse settimane, avrebbero visto protagonisti i primi cittadini di Crespina -Lorenzana e Fauglia. «Sappiamo che ognuno dei due Comuni chiede soldi e risorse all’altro per la gestione dei servizi scolastici, in primis il trasporto, legati agli studenti provenienti fuori dal Comune di residenza – confermano i genitori – In questo modo la politica non farà l’interesse di bambini e famiglie».

I genitori che protestano, intanto, promettono a breve un nuovo presidio, questa volta o davanti alla scuola di Cenaia o direttamente davanti agli uffici del sindaco D’Addona. L’incarico agli avvocati, però, verrà dato per il ricorso già nei prossimi giorni. Anche se, tra domani e martedì, è previsto un nuovo incontro tra la dirigente dell’istituto Laura Valenza, un rappresentante d’istituto e i sindaci di Crespina-Lorenzana e Fauglia. I sindacati avevano già partecipato a un incontro e le posizioni erano rimaste distanti. Ora si proverà, ma sarà impresa difficile, a ricucire questo nuovo strappo. —

Alessandro Bientinesi

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