Il Tirreno

Pontedera

chiesto anche un tavolo della legalità 

«Ci mancano mille autisti»

G.P.

Assotir: serve la formazione, la Regione cambi passo

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santa croce. Prima di tutto gli autotrasportatori chiedono rispetto e dignità alla politica regionale. Il rispetto del proprio ruolo e dell’importanza del proprio lavoro, contro la logica dello sfruttamento e del massimo ribasso. Nasce da qui la proposta, avanzata da tempo da Assotir, di un tavolo regionale della legalità con committenti e ditte di autotrasporto, per rendere più trasparente il mercato del trasporto su gomma.

«Perché non possiamo continuare ad essere sottopagati – ha detto la presidente di Assotir Anna Vita Manigrasso – con tariffe scandalosamente basse che spesso generano fenomeni di concorrenza sleale e di illegalità». Allo stesso modo, Assotir chiede alla Regione anche la realizzazione di progetti formativi per favorire l’inserimento di giovani e disoccupati nelle imprese di autotrasporto: «In un momento in cui tutti dicono che il lavoro non c’è, noi diciamo che ci mancano gli autisti. Il solo autotrasporto toscano può offrire una risposta occupazionale di circa mille posti, ma serve l’aiuto delle istituzioni per avviare la qualifica professionale dei conducenti». Temi sui quali Assotir ha già avviato un dialogo col presidente Eugenio Giani e con l’assessore Alessandra Nardini che si sono resi disponibili, «anche se adesso chiediamo un cambio di passo – ha detto il segretario Claudio Donati – perché non vorremmo che queste proposte restassero ferme perdendo tempo sugli aspetti formali». In cambio, le imprese di autotrasporto offrono alle istituzioni il proprio impegno per ridurre l’inquinamento dei mezzi e migliorare la loro sicurezza, insieme alla disponibilità ed essere costantemente connessi alle forze di polizia, come sottolineato da Alessandro Valiani del Gruppo Valiani di Santa Croce, centro di assistenza per le ditte di autotrasporto e sede della delegazione Assotir delle province di Pisa, Lucca e Massa-Carrara. «Abbiamo sostenuto questa protesta – ha detto Valiani – perché crediamo che il riconoscimento della dignità del settore debba essere il riconoscimento di tutta la filiera del trasporto. Insieme ad Assotir abbiamo condiviso tre impegni su cui lavorare nei prossimi mesi: il passaggio a veicoli meno impattanti, spingendo sull’alimentazione elettrica o a metano, insieme all’introduzione di sistemi e tecnologie per la guida autonoma e la connessione satellitare agli organi di polizia e di controllo. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma chiediamo il riconoscimento della dignità della categoria». —

G.P.

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