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«Caro prof, ti sbagli: ho fatto il possibile ma per la Grillaia nessuna alternativa»
L’assessora regionale Nardini replica all’ex insegnante Vaira: «Colpita e amareggiata, i miei dubbi li avevo manifestati»
Chianni. Si dice «colpita e amareggiata», da quello che definisce «un attacco gratuito». Alessandra Nardini risponde a Pasquale Vaira. L’assessora regionale all’istruzione e alla ricerca ribatte alla lettera aperta che le ha indirizzato il suo professore di musica ai tempi delle scuole medie, attore e cantante, conosciuto in campo artistico come “Paco Paquito”. Al centro del botta e risposta c’è la discarica della Grillaia. Vaira abita a Chianni, nel comune in cui è presente il sito di smaltimento rifiuti che, a breve, verrà riaperto a distanza di 23 anni dalla chiusura. Così ha deciso la Regione, alla fine di maggio dello scorso anno. La Grillaia “verrà messa in sicurezza” attraverso l’introduzione di 270mila metri cubi di amianto. In particolare, Vaira si è rivolto a Nardini lamentando un atteggiamento – da parte dell’assessora, originaria di Capannoli – fin troppo disinteressato nei confronti della questione che da mesi anima il dibattito pubblico dell’alta Valdera.
La stessa zona in cui è nata a cresciuta Alessandra Nardini «Non ti vediamo da luglio – ha scritto il professore –, il tuo è un silenzio totale. Da che parte stai, Alessandra?». E Nardini interviene per chiarire la sua posizione. «Sono rimasta molto colpita e amareggiata dall’attacco gratuito ed evidentemente poco informato del professor Vaira – esordisce l’assessora – docente a cui mi legava e mi lega un sincero affetto. Il professore mi accusa di essere silente rispetto alla vicenda della Grillaia, quando in realtà sono stata una delle poche rappresentanti del territorio ad assumere pubblicamente una posizione». Alessandra Nardini prosegue: «A tal proposito riporto di seguito una mia dichiarazione pubblicata nei mesi scorsi dalla stampa. Il fatto che il mio punto di vista possa non piacere al professore è legittimo, accusarmi di silenzio, invece – prosegue Nardini – è infondato e ingeneroso». L’assessora, quindi, ribadisce le parole dell’intervista rilasciata al Tirreno, due mesi fa, sul caso Grillaia. In quell’occasione, l’ex alunna del professor Vaira, oggi ai vertici regionali del Partito democratico, aveva detto: «Avrei preferito una filiera pubblica degli attori in campo, a partire dai Comuni interessati e dalla Regione, chiamando al tavolo anche gli operatori industriali pubblici che nel territorio si occupano della filiera integrata del trattamento dei rifiuti, per la gestione di un problema per troppo tempo irrisolto, la messa sicurezza definitiva». Nardini, poi, aveva dichiarato: «La mia posizione critica e i miei dubbi verso il progetto dunque rimangono, perché non dipendono dalla singola realtà privata che se ne occupa. Ciò detto, la valutazione politica si scontra con quello che si può o non si può fare tecnicamente e legalmente e in questi mesi la Regione, che sui rifiuti speciali non ha competenze, ha esplorato e verificato ogni ipotesi per capire se fosse possibile una soluzione diversa, ma così non è stato». L’assessora, quindi, ribadisce che la Regione – stando a quanto afferma – ha fatto tutto il possibile per evitare la riapertura della Grillaia. Ma la messa in sicurezza della discarica attraverso l’immissione di amianto, evidentemente, si è rivelata l’unica strada percorribile. —
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