Sicurezza
Piaggio, protesta sotto la torre degli ex contrattisti storici
Lavoratori e lavoratrici dell’azienda della Vespa in Piazza dei Miracoli per continuare la lotta contro il precariato «a cui sono sottoposti da 15 anni»
PISA. Dopo l’arresto forzato per il Covid e l’abbandono del tetto del palazzo blu di Pontedera che avevano presidiato per 30 giorni, ieri mattina, con un "flash mob" in Piazza dei Miracoli a Pisa, è ripresa la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici precari.
Accanto ai lavoratori, che per lo più sono donne, è sceso in piazza anche l’Usb, che fin da subito si è fatto portavoce delle loro istanze.«Noi siamo qui, per continuare la lotta contro il precariato delle lavoratrici e dei lavoratori storici - dice Alessandra Benvenuti delegata Usb della Piaggio - e perché non vogliamo più contratti truffa. La Piaggio attualmente ha in essere quattrocento contratti a termine e anche a quei lavoratori vengono fatte richieste che rasentano lo sfruttamento. Noi vogliamo due cose: il reintegro dei lavoratori con contratti a termine storici, lasciati a casa dopo 15 anni di lavoro e poi, visto che in questi ultimi due anni la Piaggio ha fatto un uso smisurato di contratti a termine, vogliamo per loro un percorso di stabilizzazione veloce e chiaro».Alessandra Benvenuti ormai è riuscita ad avere un contratto a tempo indeterminato. Il suo percorso è stato lungo, perché è entrata alla Piaggio nei primi anni 2000 con un contratto a termine e nel 2009 le è stato fatto un contratto part-time verticale per 7 mesi l’anno e nel 2017 è finalmente passata a 12 mesi. «Questi lavoratori - spiega - sono arrivati vicino al part-time e ora sono a casa senza nessuna tutela dal 2018. Nel 2019 Piaggio ha chiamato i nuovi contratti a termine perché loro sarebbero dovuti entrare fissi. Mentre occupavamo il tetto del palazzo blu, siamo andati a Roma a parlare con la ministra del lavoro Nunzia Catalfo che aveva chiamato la Piaggio al tavolo delle trattative, ma con il Covid si è bloccato tutto. Ma ora riprenderemo».
A dare sostegno alla lotta dei precari, ieri mattina c’era anche Potere al Popolo. «Noi abbiamo seguito sempre questa vicenda - afferma Mauro Solida, responsabile organizzativo di Potere al Popolo di Pisa - perché la lotta di questi lavoratori precari sono la dimostrazione che anche in Italia stiamo perseguendo la logica del massimo profitto a discapito del costo del lavoro e quindi, la lotta dei precari della Piaggio è la stessa delle periferie abbandonate di Pisa, dei precari, dei disoccupati ai quali noi saremo sempre accanto». Tra i precari che hanno perso il lavoro anche i due quarantaduenni Debora Tognoni e Daniele Rofi. «Per noi questa è l’unica possibilità - dicono unanimi - altrimenti, precari a vita e a cinquant’anni neanche questo».
La Piaggio, sull'argomento del mancato rinnovo dei contratti, ha sempre affermato che era dovuto al decreto dignità, aggiungendo che dal 2003 non ha mai licenziato nessuno.
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