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È il giorno del tavolo di distretto «Deidda, fai un passo indietro»

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È il giorno del tavolo di distretto «Deidda, fai un passo indietro»

Il consigliere regionale Petrucci (FdI): «La sua presenza è imbarazzante» Intanto nel Pd Macelloni al contrattacco con Caridi: «Chiarisca le sue parole»

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santa croce. «Non ci saranno comunicazioni ufficiali prima della prossima settimana». Bocche cucite all’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno dopo la riunione di ieri, nel corso della quale è proseguito il difficile percorso di pianificazione del futuro che porterà all’individuazione del nuovo presidente dopo le dimissioni di Maila Famiglietti, indagata nell’inchiesta sulle concerie di Santa Croce sui fanghi tossici che – secondo la Procura e la Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze – sono stati smaltiti al di fuori delle regole con la complicità di imprenditori vicini alla ‘ndrangheta. Un terremoto giudiziario che ha travolto il distretto e l’Assoconciatori: agli arresti domiciliari il predecessore di Famiglietti, Alessandro Francioni, l’ex direttore Piero Maccanti e il successore Aldo Gliozzi, con quest’ultimo che ha ottenuto la revoca degli arresti da parte del tribunale del riesame. Intanto Dal 1° giugno entrerà ufficialmente in servizio Maurizio Masi, il consulente incaricato dall’Assoconciatori di occuparsi della materia ambientale. «Depositeremo una memoria scritta coi nostri consulenti – ha anticipato al Tirreno lo stesso Masi – per sconfessare punto per punto i provvedimenti presi dalla magistratura che si basano sul lavoro dei tecnici di Arpat e che sono sbagliati».

tavolo e polemiche

Intanto oggi si riunirà tavolo di distretto alla presenza dei sindaci del comprensorio, delle associazioni di categoria e dei sindacati. E qui la sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda (indagata per associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento ambientale), ha promesso di rompere il silenzio: «Pochi giorni – aveva detto al Tirreno martedì scorso riferendosi proprio alla riunione di oggi – e dirò la mia sulle prospettive del lavoro a Santa Croce e dintorni. Portate pazienza». Tuttavia c’è chi classifica come inopportuna la sua presenza: «È paradossale che la sindaca Deidda presieda il Tavolo di Distretto che ha all’ordine del giorno l’inchiesta Keu, nell’ambito della quale lei stessa risulta indagata. La Procura – dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Diego Petrucci – la considera l’anello di congiunzione tra politica e imprenditori che avevano messo in piedi un sodalizio criminoso, la sindaca ha comunque deciso di rimanere al suo posto in municipio. Una situazione imbarazzante per gli stessi membri del Tavolo di fistretto che non potranno sentirsi liberi di esprimere valutazioni e giudizi, dovrebbe fare un passo indietro e autosospendersi come forma di garanzia e rispetto per l’intero distretto conciario. I silenzi della sindaca sono assordanti, purtroppo parla e anche forte la crisi del comparto tra ordinativi a picco, richiesta di cassa integrazione e 1.400 posti di lavoro a rischio. C’è un’immagine da tutelare quella del distretto e delle centinaia di ditte serie, professionali ed eccellenti che lavorano per le griffe».

Nuovo scontro nel Pd

Intanto, in casa Pd, non si placa lo scontro tra il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni e l’ingegnere Giovandomenico Caridi, esponente di spicco del partito pisano e a lungo amministratore della Navicelli Spa di Pisa. Macelloni aveva chiesto chiarezza, «senza aspettare i tempi biblici della giustizia. Non ci possiamo permettere il lusso di non farci capire dagli elettori e dai cittadini su temi così importanti. Ora il Pd non può più tacere». E Caridi aveva risposto per le rime: «Il “suo” partito sono gli affari. Il “nostro” (di tutti) è un partito che sicuramente deve fare una riflessione e se ci sono stati degli errori far pagare i colpevoli, ma questo sempre dopo le sentenze». Parole che non sono andate giù al sindaco di Peccioli: «Prima di parlare del sottoscritto e di Peccioli – aveva detto a calda – si faccia dei gargarismi». Per poi rincarare la dose ventiquattr’ore dopo: «Torno a chiedere chiarimenti sulle sue affermazioni, riportate anche oggi sulle pagine de Il Tirreno. Vorrei capire da Caridi quali siano i miei affari ai quali fa riferimento. Il senso della sua frase si presta a molte interpretazioni, ma sta a lui definire il significato. Io sono certo che i miei interessi siano sempre quelli di una comunità. Ciò che faccio ogni giorno è di pubblico dominio e si svolge alla luce del sole. Caridi faccia capire chiaramente il suo riferimento e se ne prenda la responsabilità».

domani il presidio

Intanto domani alle 10 in piazza Martiri della Libertà a Santa Croce, andrà in scena l’iniziativa promossa da Libera in seguito all’inchiesta “keu” e alla quale hanno già dato l’adesione varie associazioni con lo slogan “non sulla mia pelle”. –

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