Sicurezza
Diocesi, i sindaci scriveranno una lettera a papa Francesco
Così escono dal silenzio di mesi. Ma Renzo Macelloni considera l’accorpamento al passo con i tempi
Paolo Falconi
Volterra. Il rischio di vedersi accorpare (se non cancellare) la diocesi di Volterra cozza, al momento, con il lento incedere delle istituzioni locali che sembrano in attesa degli eventi. Soltanto il sindaco di Guardistallo, un paio di mesi fa, sembra aver preso a cuore la questione andando direttamente “alla fonte” facendo presente la sua forte preoccupazione a papa Francesco. Al quale espose, in una lettera accorata (alla quale al momento non è seguita alcuna risposta da parte dei palazzi vaticani), le ragioni per cui l’eventuale scelta di accorpare la diocesi di Volterra, di cui Guardistallo fa parte, è da rivedere, qualora fosse percorsa, e non certo da portare a termine. «Da sindaco di Guardistallo, da cristiano e da cittadino della Valdicecina – scrisse Ceccarelli al Papa – non posso credere alle notizie che si leggono sulla stampa locale, ovvero di un probabile accorpamento della diocesi di Volterra. Non ci posso credere, perché significherebbe lasciare il gregge della Valdicecina reciso delle sue più profonde radici. Faccio appello a Lei Santità, affinché prenda a cuore la diocesi di un suo illustre predecessore e nostro conterraneo, papa san Lino, il primo pontefice italiano e amico del pescatore della Galilea».
E gli altri primi cittadini? Sembrano stare alla finestra, ma proviamo a stimolarli..
«Mi auguro, ovviamente, che l’eventuale decisione da prendere al pensionamento dell’attuale vescovo monsignor Silvani, sia ponderata – osserva il sindaco di Volterra, Giacomo Santi – sia estremamente ponderata. Il territorio di questa storica diocesi è importante. E Volterra è un vero e proprio riferimento sull’intera vasta zona. Va detto, al tempo stesso, che a oggi non abbiamo alcun elemento attendibile e abbastanza certo su eventuali decisioni».
Però, in occasione dell’incontro col cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, a settembre, fece presente l’importanza di questa giurisdizione ecclesiastica.
«Nel saluto istituzionale a Bassetti feci presente, è vero, che fossero tenute in considerazione le sollecitazioni di queta comunità. Da parte sua fu rilevato che erano motivo di riflessione».
Da Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli, un altro comune importante della vasta diocesi volterrana e il centro più rilevante del vicariato della Valdera, arrivano alcuni punti di vista, di sicuro controcorrente, ma che comunque si innestano nel dibattito “diocesi a rischio”. «Cambiando i tempi – osserva Macelloni – cambiano anche i modi di organizzare la presenza sul territorio. Oggi siamo in piena era tecnologica e se il vescovo non è più in città, ma lontano di qualche decina di km, il tutto è rimediato dalla vicinanza con il web. Le istituzioni, anche quelle civili, vanno in questa direzione».
Riguardo poi alla proposta di ricongiungimento di Colle Valdelsa, Macelloni la trova una «buona soluzione» se davvero la soglia dei 100mila abitanti è una ragione discriminante. E comunque i credenti dovrebbero «preoccuparsi più del fatto della mancanza di vocazioni che del vescovo presente in città o no». In conclusione il sindaco di Peccioli confida «nel buon senso che da duemila anni a oggi contraddistingue sempre la Chiesa nella sue decisioni che contano».
Secondo il sindaco di Castelnuovo Valdicecina Alberto Ferrini, «l’ipotesi è da giudicare molto negativa», soprattutto perché andrebbe a incidere su un territorio già marginale. Sarebbe un altro colpo di mannaia non soltanto sotto l’aspetto religioso, ma anche su quello dei rapporti in senso lato, peraltro già fortemente compromessi. E poi c’è da mettere in conto «il passato di prestigio» della stessa diocesi volterrana per il mantenimento della quale «non esiteremo a mettere in campo qualsiasi tipo di manifestazione per il suo mantenimento» .
Anche Ilaria Bacci, sindaca di Pomarance, si dice «preoccupata di un eventuale accorpamento. Avremo una comunità ulteriormente impoverita e faremo il possibile affinché questo non avvenga». Per questo, tra le prime forme di sensibilizzazione «Pomarance si farà Comune capofila» e verrà redatta quanto prima «una lettera da indirizzare alla Santa Sede». Ovviamente il destinatario è papa Francesco. —
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