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«Giani, Nardini Mazzeo e Pieroni hanno mollato la lotta per la Grillaia»

Alessandro Bientinesi
«Giani, Nardini Mazzeo e Pieroni hanno mollato la lotta per la Grillaia»

Accusa del comitato Rifiuti Zero agli esponenti Pd in Regione. Critiche anche all’amministrazione comunale di Chianni 

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CHIANNI. Il titolo della lettera è emblematico: “La lotta continua”. A un anno esatto dalla delibera della giunta regionale che autorizza il progetto della Nuova servizi ambiente, proprietaria della Grillaia, i cittadini che si oppongono alla riapertura e al conferimento di 270mila metri cubi di amianto, si rivolgono direttamente al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: «In un anno abbiamo avuto una serie infinita di proteste da parte sia di amministrazioni locali che di cittadini».

«Ci sono stati, però, dei veri e propri voltafaccia da parte di esponenti politici – spiegano dal gruppo Grillaia Rifiuti Zero –. Rappresentanti del territorio all’assemblea regionale che, di fatto, nel corso del tempo si sono sostanzialmente dileguati pur avendo ruoli di grande importanza nella nuova amministrazione. Parliamo sia di Eugenio Giani, che in diverse occasioni aveva assicurato il suo impegno perché la discarica non riaprisse e sia, soprattutto, di Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni. Candidati alle elezioni dello scorso anno che, dopo la loro iniziale partecipazione alla protesta, si sono totalmente eclissati ignorando ora del tutto il problema».

E dopo Giani e gli organi politici regionali, chiede spiegazioni anche all’amministrazione comunale di Chianni: «L’amministrazione comunale di Chianni si è sempre pronunciata contro la delibera regionale, ma ora, sembra aver accettato la riapertura della discarica e il conferimento del amianto. Questo, confidando nel progetto di sei anni di conferimenti e nei successivi due anni di copertura. E pensando di controllare e gestire ciò che viene presentata come “chiusura e messa in sicurezza della discarica”, anche se nei fatti si presenta a tutti gli effetti come una vera e propria apertura, senza alcuna garanzia né durata dei conferimenti né su eventuali ampliamenti futuri».

La chiusura, ovviamente, non poteva che essere per l’inchiesta Keu che sta coinvolgendo componenti della politica e dei dirigenti regionali: «Per questo proseguiamo nel nostro impegno, tra l’altro in un momento in cui la Toscana viene scossa da inchieste di grandissimo rilievo per le infiltrazioni mafiose nella gestione dei rifiuti speciali. Andiamo avanti, continuiamo nella lotta e per impedire lo scempio del territorio che, invece, merita rispetto e attenzione. Sia per la salute dei suoi abitanti che per la sua vera vocazione basata su agricoltura di qualità, enogastronomia e turismo sostenibile, un patrimonio importante costruito a fatica negli ultimi decenni grazie a ingenti investimenti di capitali pubblici e privati». —

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