Il Tirreno

Pontedera

Due scuole e un palasport: tre progetti e 12 milioni per il quartiere Fuori del Ponte

Tommaso Silvi
Due scuole e un palasport: tre progetti e 12 milioni per il quartiere Fuori del Ponte

L’appello al governo per fornire le risorse: «Non sono sogni nel cassetto, ma idee pronte. È un’opportunità storica»

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PONTEDERA. Servono 12 milioni di euro per rivoluzionare il quartiere di Fuori del Ponte. Il Comune di Pontedera ha tre progetti pronti: due scuole e un nuovo palazzetto dello sport, con piscina al coperto. Ora vanno trovati i soldi.

E l’amministrazione conta di reperirli attraverso le misure messe in campo dal Governo per uscire dalla crisi economica legata alla pandemia. «I nostri non sono sogni nel cassetto – dice il sindaco, Matteo Franconi - ma idee già messe nero su bianco e pronte per viaggiare verso la realizzazione. Abbiamo a disposizione un’opportunità storica per rinnovare profondamente la città».

LE DUE SCUOLE

Un asilo nido comunale e una scuola dell'infanzia. Due strutture nuove per migliorare l’offerta scolastica. Il piano dell’amministrazione è quello di dismettere la scuola materna di via Morandi, e di lasciare liberi gli spazi al piano terra della scuola media Gandhi – nel quartiere di Fuori del Ponte – dove oggi svolgono attività didattica i bimbi della materna, per destinarli ai giovanissimi delle elementari e medie. La realizzazione della nuova scuola dell’infanzia, che rappresenterebbe un vero e proprio polo scolastico, è prevista in una striscia di terreno compresa tra l’asilo nido comunale La Coccinella e l’istituto Gandhi. Costo dell’operazione: 4,6 milioni di euro. L’altro progetto che il Comune sottoporrà all’attenzione dello Stato, sperando che venga finanziato, riguarda l’asilo nido “La Coccinella”, in via Indipendenza. Qui, l’intenzione è quella di demolire la struttura esistente e costruirne una nuova, dotata di spazi studiati nel dettaglio per garantire ai bambini una quotidianità scolastica dotata di ogni comodità, in un immobile all’avanguardia. Un lavoro da 2.2 milioni di euro.

In questo caso, la progettazione è stata portata avanti anche grazie al contributo volontario dall’Unione industriali pisani, della presidente Patrizia Alma Pacini. «L’obiettivo che l’Unione si è posta è quello di migliorare la qualità della vita all’interno delle aree industriali della provincia, con servizi di ultima generazione – spiega Pacini –, che possano andare concretamente incontro alle esigenze delle famiglie. Per questo motivo ci siamo messi a disposizione per il processo progettuale del nuovo asilo nido».

IL NUOVO PALASPORT

Il 19 marzo scorso il PalaZoli è stato chiuso dal sindaco con un’ordinanza, in seguito al sopralluogo del Nas dei carabinieri e delle autorità sanitarie. In particolare, sono state ravvisate carenze di tipo igienico-sanitario, negli spazi del palazzetto e in quelli della piscina al chiuso. La chiusura forzata dell’impianto ha ribadito l’importanza di un nuovo palasport in città. Dimensione Nuoto Pontedera, Juve Pontedera basket, Uisp e Csi hanno posto le basi per un progetto che prevede la realizzazione di una nuova struttura nell’area dell’ex deposito degli autobus Ctt, in via Pacinotti, al confine col mercato ortofrutticolo. Il PalaZoli “2.0” sarebbe composto da una palestra con due campi di allenamento – che si trasformerebbero in uno solo per le gare ufficiali -, e una tribuna da mille posti a sedere. Quindi una galleria con spazi commerciali, che fa da collegamento (al chiuso) verso la piscina al coperto, con una gradinata da 200 posti a sedere. Un piano da 7 milioni di euro. «Se prendessimo i soldi dai bandi del Governo daremmo ampio respiro a un disegno progettuale di grande prospettiva. Altrimenti, in caso di mancato finanziamento, a differenza dei progetti per le nuove scuole – conclude Franconi – per il palasport del futuro abbiamo pronta una soluzione di finanziamento a quattro mani, tra pubblico e privato, per procedere in ogni caso con la realizzazione dell'opera. La previsione è quella di demolire il PalaZoli, regalando spazio alla piscina all'aperto, che rimarrà dove si trova attualmente».

I TEMPI

Il Comune proverà a sfruttare i bandi del Governo per realizzare i progetti, in particolare le due nuove scuole. Se non arriveranno i finanziamenti nazionali, allora tenterà di rientrare nei bandi europei. I tempi di costruzione delle opere sono ancora avvolti dagli interrogativi. Prima servono i soldi. Solo successivamente il Comune penserà a far partire i lavori. —

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