Proteste
Concerie, nel Pd ora volano gli stracci
Caridi: «Il partito di Macelloni sono gli affari». Il sindaco di Peccioli: «Prima di parlare di me si faccia dei gargarismi»
Cristiano Marcacci
santa croce. Volano gli stracci all’interno del Pd. C’è chi è intenzionato a far sgonfiare rapidamente il muro di gomma eretto rispetto alle gravissime accuse contenute nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze sugli scarti conciari illecitamente sversati nei terreni delle province di Pisa e Firenze e c’è chi intende prendere ancora tempo in attesa di ulteriori sviluppi delle indagini e del percorso giudiziario.
Tra i primi figura sicuramente il sindaco del Comune di Peccioli Renzo Macelloni, che in fatto di rifiuti ha ormai una consolidata esperienza di decenni. Dopo aver guidato per anni la Belvedere Spa, l’azienda che gestisce la maxi discarica di Legoli, ora è alla guida dell’amministrazione comunale azionista di maggioranza (con oltre il 63%) della stessa società. «Come cittadino, come sindaco e come componente del Pd – aveva affermato ieri Macelloni – chiedo che su questa storia si faccia chiarezza. Non possiamo aspettare di aspettare a farlo sia solo la giustizia, che, seguendo il suo iter, risponderà con tempi biblici non compatibili con quelli dell’opinione pubblica e degli abitanti delle zone interessate. Non ci possiamo permettere il lusso di non farci capire dagli elettori e dai cittadini su temi così importanti. Ora il Pd non può più tacere».
L’appello alla chiarezza di Macelloni non è evidentemente andato giù a un esponente di spicco del Pd pisano, l’ingegner Giovandomenico Caridi, che sul proprio profilo Facebook ha sbottato: «E poi – ha scritto Caridi, riferendosi al sindaco di Peccioli e postando in allegato il servizio de Il Tirreno uscito ieri – arriva lui! Come al bar quando si fanno discorsi per passare il tempo, in fondo arriva quello che sa tutto e risolve tutto!».
L’ingegner Caridi, da sempre, è persona stimata e tenuta in profonda considerazione nell’ambiente del Pd (la sua formazione politica è avvenuta nella Dc degli anni Novanta nel gruppo pisano dove erano leader Enrico Letta e Simone Guerini, attuale consigliere del presidente della Repubblica Mattarella). Dal 2003 al 2013 è stato presidente e Ceo della società per l’ingegneria meccanica e consulenza Esastudio Srl e anche presidente e Ceo dell’azienda nel campo dell’ingegneria civile Teknostudio Ltd. Dal gennaio 2014 è direttore tecnico della società di Ingegneria Srl Crealink. È stato a lungo amministratore della Navicelli Spa Pisa (società pubblica che gestisce il canale dei Navicelli) e dal 2010 al 2013 consigliere di amministrazione di Banca Credito Valdinievole – Banca di credito cooperativo di Montecatini Terme e Bientina e membro della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa.
«Lui – ha proseguito Caridi su Facebook, riferendosi sempre a Macelloni – che entra ed esce dal Pd e dalle liste civiche. Il “suo” partito sono gli affari. Il “nostro” (di tutti) è un partito che sicuramente deve fare una riflessione e se ci sono stati degli errori far pagare i colpevoli, ma questo sempre dopo le sentenze».
Macelloni non è su Facebook, ma evidentemente qualcuno gli ha fatto notare il post di Caridi. E la replica è pesante. «Dalla sua presa di posizione – sottolinea il sindaco di Peccioli – noto che il signor Caridi non ha letto il mio intervento, che è molto ben argomentato e documentato. Inoltre, al contrario di quanto da lui affermato, io sono sempre stato nel Pd, il Pd è sempre stato il mio partito. Forse io e lui abbiamo uno schema di partito diverso, il suo è quello per cui si arriva a guidare la Navicelli Spa per molti anni. Non conosco personalmente Caridi e non m’interessa di conoscerlo. Prima di parlare del sottoscritto e di Peccioli si faccia dei gargarismi. Se è a conoscenza di quali possano essere i miei affari lo dica, i suoi sono stati per molto tempo quelli della Navicelli Spa». —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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