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Biennale, a Venezia anche Urbanalogy

Biennale, a Venezia anche Urbanalogy

Nel progetto un video ambientato nell’ex manicomio L’obiettivo: mostrare le analogie tra disegno e fotografia  

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Volterra. Anche Urbanalogy/Pinocchio Architetto, l’innovativo progetto che unisce disegno e fotografia creato dall’architetto Massimo Gasperini e dalla fotografa Irene Taddei, è presente nel Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia.

Nella sezione “Italian Best Practices” un video trasmesso a getto continuo racconta ai visitatori il progetto Urbanalogy, selezionato per la Biennale, mostrando – si sottolinea in un comunicato – «l’incredibile analogia che esiste tra disegno e fotografia entrambi alla ricerca della genesi della vicenda costruttiva, in bilico tra natura e artificio».

Tra gli sponsor del progetto: la presidenza del Consiglio regionale della Toscana, i Comuni di Pisa e di Volterra, Navicelli di Pisa, Forti Holding e ProVolterra.

Tra i partner e promotori del progetto: Fondazione nazionale Carlo Collodi, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Comune di San Giuliano Terme, Confcommercio Provincia di Pisa, Federazione degli Architetti della Toscana e Oappc (Ordine degli architetti paesaggisti pianificatori conservatori) della provincia di Pisa.

Nel video proiettato alla Biennale di Architettura di Venezia, ambientato nello spettacolare ex manicomio di Volterra, i passi e i volti di Massimo Gasperini e di Irene Taddei si susseguono tra i disegni «con reminiscenze escheriane e foto di luoghi d’Italia e del mondo come a rappresentarne la proiezione nel reale».

Urbanalogy, si aggiunge, è anche un viaggio, un racconto visivo cui seguiranno esposizioni in tutta Italia e un catalogo pubblicato da Pacini Editore con i testi di autorevoli critici di architettura. Tra le future declinazioni di questo progetto, nato casualmente dall’incontro fra gli autori e le loro opere, disegni e fotografie, c’è la speciale rilettura, per grafica e immagini, delle avventure di Pinocchio. Architettura, città e paesaggi accennati o solo suggeriti da Carlo Lorenzini, materializzati nel romanzo nella fantasia del lettore, vengono qui interpretati e visualizzati tramite il disegno e la fotografia in un viaggio nell’“ovunque” e nel “sempre”.

E come spiega in una nota l’assessore del Comune di Pisa Massimo Dringoli, «c’è anche un po’ di Pisa alla Biennale di Architettura di Venezia 2021. Il Comune ha concesso il proprio patrocinio a “Urbanalogy”. «Il progetto – osserva l’assessore Dringoli – ha lo scopo di rappresentare, mediante gli strumenti del disegno e della fotografia, i rapidi mutamenti di un mondo segnato dagli effetti della globalizzazione». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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