Sicurezza
La porta non si apre È protesta: «Bimbi sotto la pioggia»
castelfranco. «Abbiamo superato tutto l’anno con i nostri figli fradici ad ogni pioggia». Mattinata tesa quella di ieri presso uno degli ingressi alla scuola elementare Guerrazzi, in via Solferino, dove alcuni bambini sono rimasti vari minuti fuori dalla scuola sotto la pioggia. «È da tutto l’anno che chiediamo una pensilina od una tettoia di qualche genere, ma ci è sempre stato risposto che non era possibile – racconta una mamma, Barbara Esposito –. È stato un anno difficile, perché ogni volta i bimbi vengono fatti aspettare fuori anche quando piove». L’ingresso, sul retro, è uno di quelli che viene utilizzato da quest’anno in via temporanea a causa dell’emergenza Covid.
La scuola, per scaglionare gli ingressi, ha deciso l’entrata di alcune classi dal cancello in via Solferino, dal quale ogni mattina i bimbi vanno nel cortile e poi, per raggiungere il piano delle elementari, devono salire una scala. Una condizione temporanea quindi, forse già evitabile dall’anno prossimo. Un piccolo sforzo che diventa un grande disagio quando piove. Ieri mattina, poi, l’attesa per l’ingresso si è anche dilungata. «I bimbi sono stati tutti in fila ammassati sotto l’acqua in attesa di questa porta che non si apriva – racconta un’altra mamma –. Quando alcuni genitori hanno chiesto spiegazione prima qualcuno ci ha detto che era sciopero, cosa che non è mai stata comunicata. Poi ci è stato detto che la porta non funzionava a dovere. Intanto i nostri bimbi stavano sotto l’acqua e molti alla fine sono entrati in classe fradici». Alla base di tutto, invece, ci sarebbe stato un disguido, dovuto ad alcune assenze nel personale e ad una chiave che non si trovava. I bimbi sono stati alla fine fatti entrare da un altro ingresso: «Erano zuppi ed è una cosa che succede ormai dall’inizio dell’anno».
«I bimbi – replica Sandro Sodini, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Da Vinci” – sono stati solo pochi minuti fuori e di questo mi scuso. Nell’organizzazione di una scuola di queste dimensioni in un anno particolare come questo può succedere. Si è trattato solo di un disguido, in una scuola che da tempo, per venire incontro alle necessità delle famiglie apre i cancelli anche prima dell’orario stabilito dal piano di rientro, che sarebbero le 8,15». —
Nilo Di Modica
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