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Il compleanno amaro del caso-Grillaia tra adesione al presidio e attesa per il Tar

Alessandro Bientinesi
Il compleanno amaro del caso-Grillaia tra adesione al presidio e attesa per il Tar

I gruppi anti-riapertura pronti a partecipare al presidio a Santa Croce e sperano che il tribunale annulli la delibera della Regione

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Chianni. Sette pagine per scrivere l’estratto di un verbale che avrebbe generato, in un anno, scontri e fratture politiche, manifestazioni di protesta di cittadini e istituzioni, ricorsi legali di ogni genere, arrivo a sorpresa di nuovi imprenditori.

Fino all’ennesimo colpo di scena, con una maxi-inchiesta sul mondo dei rifiuti, e la sua gestione in Regione Toscana, che trasforma quelle sette pagine in una sorta di sceneggiatura di un film. Le sette pagine, però, sono reali e a firmarle in calce, con la data del 25 maggio 2020, esattamente un anno fa, è tra gli altri Edo Bernini. Direttore, in Regione, della sezione ambiente ed energia. Con lui, nel documento, si leggono i nomi del dirigente responsabile Carla Chiodini, del direttore generale della segreteria di giunta Antonio Davide Barretta e anche quello dell’estensore del provvedimento Marcello Bessi. E, per la parte politica, l’ex presidente Enrico Rossi, proponente della delibera, e i componenti della giunta Stefano Ciuoffo, Marco Remaschi, Vittorio Bugli, Federica Fratoni, Stefania Saccardi, Vincenzo Ceccarelli, Cristina Grieco e Monica Barni. Quelle sette pagine non hanno nulla a che vedere, almeno dal punto di vista giudiziario, con l’inchiesta sugli scarti dei fanghi conciari che ha travolto, tra gli altri, lo stesso Bernini, accusato d’abuso d’ufficio. Ma si legano a doppio filo con la battaglia che un territorio, e i suoi rappresentanti, hanno combattuto in questo anno contro la riapertura della discarica di Chianni e l’atteggiamento delle istituzioni, in particolare della stessa Regione Toscana, che per un anno intero non è praticamente mai intervenuta per chiarire la sua posizione politica. Uno scontro per evitare quella che, per molti di coloro che vi si oppongono, maschera una effettiva riapertura del sito con una ipotetica messa in sicurezza.

Stando a queste 7 pagine, da oggi, se la proprietà della discarica Grillaia avrà dimostrato di aver saputo ottemperare a quanto presentato nel progetto, i 270.000 metri cubi di rifiuti, in gran parte amianto, potranno attraversare i territori dell’Alta Valdera. Un anno, infatti, è il tempo minimo concesso al gestore dell’impianto per dimostrare di poter portare a termine il progetto. E la Nuova Servizi Ambiente, anche forte del supporto, arrivato a sorpresa a marzo scorso, del forte Gruppo Vergero, avrebbe tutte le carte in regola per partire con i conferimenti.

Partita chiusa allora? Niente affatto, uno dei nodi da dover ancora sciogliere si lega proprio all’inchiesta sui fanghi conciari. Aspetto che, quantomeno, ha minato la credibilità di un apparato, dirigenziale e politico (in particolare legato al Pd) che ha dato ancora più forza a chi si oppone al progetto Grillaia. Non è un caso che il 29 maggio, giorno in cui Libera organizzerà una manifestazione a Santa Croce (alle 10 in piazza Martiri della Libertà) proprio contro corruzione e mala politica sul tema dei rifiuti, alcuni gruppi che si oppongono alla riapertura della Grillaia potrebbero unirsi all’iniziativa.

La proposta, intanto, arriva da sindacato generale di base di Pisa, ma potrebbe allargarsi anche ad altri gruppi. Protesta in piazza ma braccio di ferro anche a livello legale: il Tar, infatti, a giorni metterà in calendario la decisione sul ricorso legale presentato da un gruppo di cittadini proprio per annullare la delibera del 25 maggio di un anno fa. —

Firma sulla petizione, Tarrini deciderà entro il 6 giugno

La battaglia contro la decisione della giunta regionale di dare il via libera al progetto di conferimento amianto proposto dalla proprietà, la Nuova Servizi Ambiente, è in attesa della decisione del Tar della Toscana. Anche per questo, nonostante le dichiarazioni del marzo scorso del Gruppo Vergero, che sarà partner principale dell’operazione al fianco della Nsa, i gestori del sito sono in attesa del pronunciamento del tribunale. Il provvedimento era stato portato al consiglio di stato e poi “retrocesso” dalla stessa proprietà al Tar. Un modo per avere, dicono dal comitato Stop Grillaia, due gradi di giudizio a disposizione e non uno soltanto.

La calendarizzazione del provvedimento è atteso dal dicembre scorso e dovrebbe arrivare a breve. Questi giorni, però, sono decisivi anche per un altro aspetto collegato al ricorso. La giunta di Terricciola, e non solo il sindaco Mirko Bini in prima persona, ha aderito formalmente alcune settimane fa. Due consiglieri regionali, Irene Galletti ed Elena Meini, rispettivamente del M5S e della Lega, lo hanno fatto versando alcuni gettoni dei consigli regionali nei quali si è parlato di Grillaia. Con una petizione popolare, poi, 275 cittadini hanno chiesto anche all’amministrazione di Chianni di unirsi ufficialmente al ricorso al Tar contro la riapertura della Grillaia. Scelta alla quale il sindaco Giacomo Tarrini si è sempre opposto. La petizione è stata consegnata tre settimane fa e il sindaco e l’amministrazione dovranno rispondere entro il prossimo 6 giugno. Il tutto mentre, anche a livello politico, in molti sostengono la necessità di fermare il provvedimento proprio perché a fine anni Novanta i conferimenti in discarica fu temporaneamente sospesi (una sospensione che dura ancora fino a oggi) per l’inquinamento provocato ai percolati legati allo smaltimento di rifiuti conciari. Un aspetto che potrebbe diventare centrale anche nella decisione dei giudici del Tar. Anche perché proprio questo aspetto, nel ricorso legale presentato dai cittadini, tornerebbe centrale. E darebbe nuove speranze di fermare il provvedimento. Cosa tutt’altro che scontata fino alla vigilia dell’esplosione dell’inchiesta Keu. —

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