Toscana
Il busto tattile di San Lino per i non vedenti in visita al museo diocesano
VOLTERRA. È stata inaugurata al museo diocesano di arte sacra la copia della scultura tattile del busto di San Lino del Buglioni, realizzata dagli studenti del liceo artistico di Volterra nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro che ha visto anche il coinvolgimento di alcune associazioni cittadine.
L’obiettivo del progetto è quello di rendere maggiormente accessibile e sempre più inclusivo il percorso espositivo artistico del museo, offrendo ai visitatori ipovedenti e non solo l’esperienza tattile.
«Un’altra importante sfida per il liceo artistico della nostra città, che lascia il segno in un contesto culturale veramente unico – ha detto il sindaco Giacomo Santi –. Vorrei esprimere il mio sentito ringraziamento per l’iniziativa al vescovo Alberto Silvani, a don Michele Meoli, al dottor Andrea Falorni, all’associazione e cooperativa Vademecum, all’associazione Mondo Nuovo, alla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e ovviamente a tutti i protagonisti fondamentali come la dirigente scolastica, i docenti e gli studenti, il cui operato e impegno rendono orgogliosa tutta la comunità».
Un taglio del nastro che ha avuto un prologo qualche giorno prima, quando nell’aula magna del liceo artistico di Volterra, si è svolto un incontro tra i rappresentanti della diocesi di Volterra e la classe quinta B per ufficializzare la consegna dell’opera scultorea destinata al percorso tattile allestito museo diocesano di arte sacra.
«Con questo progetto si offre ai visitatori ipovedenti e non solo l’esperienza tattile del patrimonio – hanno spiegato dalla scuola volterrana – facendo così scoprire la vera essenza di parte dei manufatti presenti. Ci sarà l’opportunità di un approfondimento dei sensi, cogliendo quegli aspetti che caratterizzano il cuore del fare umano. Percepire con il tatto la forma, le dimensioni, far scorrere la mano sulle superfici cogliendone la rugosità, la temperatura, percepirne il peso, sono solo alcuni dei passaggi che hanno il compito di ricongiungere la nostra esperienza, oggi più che mai assuefatta e forse inquinata dall’abbondanza di immagini, colori, effetti speciali, con un equilibrio che viene da più parti indicato come unica strada per opporsi a quelle condizioni che mettono oggi in crisi molti individui, quali la fretta, il consumo sfrenato».
Avere l’occasione, quindi, di rallentare, di toccare là dove spesso nei musei è rigorosamente indicato proprio l’opposto, diviene un piccolo gesto rivoluzionario che speriamo possa contribuire in maniera significativa a modificare le abitudini e le attenzioni dei visitatori nei confronti delle bellezze che caratterizzano la nostra città.
«È importante sottolineare l’importanza di avere opportunità come queste – aggiungono i responsabili del liceo artistico – per intervenire in maniera significativa e professionale, in contesti di particolare interesse culturale. Esperienze come questa sono, inoltre, l’occasione per dare ai ragazzi in formazione la possibilità di approfondire pratiche come lo studio dei contesti espositivi, la copia al vero, il restauro, orientando al proseguo degli studi in settori strategici per la nostra nazione, come la cultura e il turismo». —
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