Gioco
L’arte di Burchielli per un viaggio nel futuro: Il fumettista di Peccioli “disegna” il Padiglione
Biennale di Venezia, sua anche un’illustrazione-choc: "Un racconto violento dei disastri causati dall’uomo all’ambiente"
PECCIOLI. Il pubblico che al primo giorno di apertura della Biennale di Venezia, è entrato dentro il Padiglione Italia si è trovato di fronte un’immagine direttamente dal futuro. Con la sua atmosfera influenzata dall’estetica cyberpunk, ecco il “cyberpargolo” disegnato da un fumettista di fama mondiale. Ma Pecciolese doc. Stiamo parlando di Riccardo Burchielli, artista classe 1975 i cui disegni arricchiscono non solo il “Laboratorio Peccioli”, inaugurato venerdì, ma anche l’intero padiglione italiano, curato dall’architetto dello Studio Heliopolis 21 di Pisa, Alessandro Melis.
Un padiglione che pone al centro dell’esposizione le questioni del cambiamento climatico e la conseguente sostenibilità che il sistema urbano deve andare a ricercare. E nel quale, dunque, i lavori di Burchielli diventano centrali in quasi tutto lo spazio espositivo intitolato “Comunità resilienti”. «L’illustrazione nello spazio di ingresso al Padiglione Italia rappresenta uno squarcio violento su un futuro probabile in cui la contaminazione investe i corpi ancor prima che gli spazi – spiega Burchielli –. Un racconto del disastro, al tempo stesso organico e inorganico, di un mondo che non ce l’ha fatta. Dove l’uomo, a causa della sua disastrosa gestione dell’ambiente, è trasmutato e nasce, con un grido disperato, già corrotto». Nel Laboratorio Peccioli le arti creative si contaminano; Burchielli illustra l’opera di Michele Santeramo “La seconda vita”, un testo che parla di Peccioli e che, durante i mesi della mostra, sarà rappresentato teatralmente in eventi dedicati alla sezione sia da parte dell’autore che di altri attori.
A Venezia, oltre all’opera che fa da cornice alla sezione “Laboratorio Peccioli” dal titolo “Resilience”, porta una seconda opera collocata all’ingresso del Padiglione Italia, dal titolo “Augmented Identity” e un dipinto che comporrà, insieme alle ceramiche di Nicola Boccini, un’installazione dal titolo “Lane”. Oltre a questi, altre opere dal titolo “Buiori” completeranno il contributo di Burchielli al padiglione italiano. «Sono sia emozionato che lusingato per essere stato scelto tra gli artisti presenti alla manifestazione. E nei giorni precedenti all’apertura ero anche abbastanza nervoso perché mai come in questo caso sono stato lontano dalla mia “comfort zone” – racconta il fumettista pecciolese –. Non vedo l’ora di vedere come i visitatori accoglieranno i miei lavori, facendo un ringraziamento particolare a Luca Saponti, che mi ha supportato nei colori. Voglio ringraziare innanzitutto Melis, curatore del Padiglione Italia e Nico Panizzi, dello studio Heliopolis 21, l’amministrazione del comune di Peccioli e il sindaco Renzo Macelloni. Un abbraccio speciale anche a Boccini, maestro italiano della ceramica, con cui, tra le altre cose, abbiamo firmato 4 mani un’opera a metà tra pittura e installazione, di cui vado molto fiero».
Già attivo negli anni Novanta come art director nel settore della pubblicità, all’inizio degli anni 2000, Burchielli debutta come disegnatore di fumetti sulle pagine di “John Doe”, della gloriosa Euraeditoriale, per i testi di Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli. Nel 2005 è arrivato il grande successo con la serie “Dmz” edita da Vertigo, etichetta della storica DC Comics. La serie, nata dalla collaborazione con lo scrittore americano Brian Wood, riscuote un enorme successo sia negli Usa che nel resto del mondo e quest’anno diventerà una serie tv per il canale americano HBO Max.
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