Toscana
Giovane disabile abusata in aula il racconto dei familiari
pontedera. Sono stati sentiti come testimoni anche i familiari della giovane, affetta da disabilità psichica, con la quale un pensionato nell’estate 2017 aveva avuto rapporti sessuali.
Un episodio, avvenuto in un piccola paese della Valdera, che lo ha portato sotto processo per violenza sessuale aggravata.
Ieri mattina i parenti della giovane sono comparsi davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina) con pm Lydia Pagnini.
L’imputato (omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile la parte offesa) è difeso dall’avvocato Piergiorgio Masi, mentre la giovane è assistita dal legale Massimiliano Soldaini.
La storia risale all’estate 2017. Il fratello della giovane una mattina di agosto si presenta ai carabinieri: «Aiutatemi, mia sorella non è tornata a casa ieri sera. Non sappiamo dove sia».
Nelle testimonianze dei due carabinieri era arrivata l’istantanea delle prime ricerche che poi hanno aperto la strada all’indagine. «Avevo già visto (omissis, ndr) con l’imputato – è stato il racconto di un militare –. Siamo andati a casa dell’uomo e nell’androne del palazzo l’abbiamo trovata. La polizia locale l’ha presa e portata a casa. Verso le 12,30 il fratello ci chiama di nuovo: “Mia sorella piange, dice che è stata toccata da (omissis, ndr)”. A quel punto siamo andati a casa dell’imputato».
Nel sopralluogo i militari trovano un paio di ciabatte della giovane, due profilattici usati gettati nel cestino in camera da letto e alcuni peli pubici. Il dna chiesto al genetista forense dal gip al momento di esaminare la richiesta di rinvio a giudizio attribuisce ai due le rispettive appartenenze genetiche.
«È stato un rapporto consensuale, non sapevo che lei avesse dei ritardi mentali» si difende il pensionato. Vengono sequestrate coperte e lenzuola. —
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