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Un team “made in Peccioli” per la vetrina della Biennale

Un team “made in Peccioli” per la vetrina della Biennale

L’allestimento del Laboratorio affidato ad aziende e professionisti di zona. Il sindaco Macelloni: «Così portiamo a Venezia una comunità intera» 

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Peccioli. «Potevamo scegliere un grosso studio internazionale per rappresentare Peccioli nella mostra di architettura tra le più importanti a livello mondiale. Abbiamo, invece, preferito che ad allestire il nostro laboratorio fossero aziende e professionisti legati al nostro territorio. Sarà, dunque, una comunità intera che sarà rappresentata alla Biennale di Venezia».

Le parole del sindaco Renzo Macelloni arrivano a meno di sette giorni dall’apertura al pubblico, fissata per il 22 maggio, della mostra internazionale di architettura. Alla biblioteca Fonte Mazzola, in collaborazione con Belvedere spa e Fondazione Peccioliper, ieri è stato svelato il team, quasi per intero made in Peccioli, che ha contribuito ad allestire video, foto, fumetti, musiche e opere d’arte che costituiranno, legate tra di loro, il fulcro del “Laboratorio Peccioli”.

«Alla Biennale di Venezia porteremo, con la nostra tecnologia e la nostra esperienza, proprio le immagini dal vivo della discarica – spiega Maurizio Fontanelli, ceo di Itek, azienda di San Miniato –. Lo facciamo integrandole con immagini, suoni e musica in grado di rendere l’impianto stesso un elemento artistico e architettonico». Presentato da Michele Mattolini, ceo di Singular Surround, azienda di Peccioli che si occupa di sistemi audio, anche il microfono binaurale. «Le registrazioni, essendo stereofoniche, possono essere ascoltate con qualsiasi cuffia per garantire un ascolto immersivo mai sentito fino ad oggi. Per la biennale abbiamo ripreso/campionato tutti i suoni della discarica e del paese. Tali riprese sono state inserite nel video proiettato all’interno dello stand e nella registrazione di due audiolibri scritti per Peccioli da Michele Santeramo».

Proprio Santeramo, autore, narratore e sceneggiatore, nel 2018 e 2019 ha scritto i testi del Festivaldera. E ora va a fondo nel suo rapporto con Peccioli. «La drammaturgia e i pezzi che ho scritto per la Biennale provano a raccontare i temi delle singole sezioni in mostra a Venezia. Queste, però, vengono trasposte non esternamente al mondo ma come se accadessero all’interno di un singolo corpo». Per Yuri Bagnoli, ceo di Domus Impianti, ditta pecciolese che si occupa di impianti domotici e di illuminazione «è motivo di orgoglio portare Peccioli, la sua esperienza, la sua storia e le sue idee innovative in un evento così importante. Ed è una soddisfazione vedere le nostre consulenze realizzate, con un connubio perfetto tra qualità dei prodotti e contenimento dei costi. In linea con il tema dell’evento 2021». Sarà alla Biennale anche Riccardo Burchielli, fumettista e art director che nel 2005 ha creato DMZ insieme allo scrittore Brian Wood. La serie, pubblicata dall’etichetta Vertigo di DC Comics, riscosse enorme successo negli Usa e nel mondo. «I miei lavori presenti alla Biennale spaziano dal mio omaggio a Peccioli con “Resilence”, passando per il panello di entrata (“Augmented Identity”) dove metto in guardia sulle conseguenze che avranno i comportamenti dell’uomo in fatto di corruzione ambientale. Altre opere presenti saranno “Buiori”, “Senza Titolo” e “Lane”, ispirati anche al duro periodo della pandemia che stiamo attraversando».

Alla parte dedicata a foto e video hanno contribuito due pecciolesi doc, Andrea Testi, fotografo professionista, e Francesco Mazzei, esperto di video editing e dronista. «Abbiamo lavorato insieme a una serie di video, quasi una trentina, che saranno proiettati a Venezia in relazione a un plastico in 3D del borgo di Peccioli. I visitatori faranno, così, un tour virtuale del paese». In mostra ci saranno anche le opere di Nicola Boccini, artista sperimentale internazionale. «L’opera che sarà presente a Venezia si chiama “Lane”. La vita sospesa e l’isolamento della pandemia hanno amplificato la lotta personale dell’individuo, più solo sulla propria strada. Il futuro risveglio è dinamicità, la figura femminile è la vita. Il colore e la luce sono speranza. La porcellana come fragilità». A chiudere la presentazione Nico Panizzi, architetto dello Studio Heliopolis 21 creato da Alessandro Melis, curatore del Padiglione Italia. «La mia sarà un’attività di coordinamento di tutti questi lavori, in linea con i miei interessi legati a progettazione, attenzione sensibile al clima, strategie sostenibili per le mutazioni urbane, politiche ambientali, teorie e critiche radicali, resilienza e conservazione sostenibile». —

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