Il Tirreno

Pontedera

Ucciso dal Covid in Brasile volontario di Calcinaia

Simona Peselli
Dario Giachini con la moglie Patrizia
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Dario Giachini con la moglie Patrizia

Dario Giachini, 73 anni, è risultato positivo il giorno prima del volo per l’Italia. A fine aprile ultimi post sui social, poi le sue condizioni di salute sono precipitate

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CALCINAIA. È morto di Covid a diecimila chilometri di distanza da casa sua. Dipendente prima di un’azienda florovivaistica, ma conosciuto per i molti anni trascorsi come volontario, cassiere e consigliere della Pubblica Assistenza di Pescia, Dario Giachini , 73 anni, pensionato originario della Valdinievole, ma residente a Calcinaia trascorreva con la moglie Patrizia i mesi freddi in Brasile dove aveva parenti ed amici. Sono stati proprio loro con dei post pubblicati su Facebook a dare il triste annuncio sulla pagina di Dario. Che era molto attivo sui social network e per mantenere i contatti con i conoscenti italiani e brasiliani era solito pubblicare foto e racconti. Sarebbe dovuto tornare in Italia proprio a fine aprile insieme alla moglie e in programma dopo la quarantena c’era proprio di sottoporsi al vaccino. Come lui stesso avevo scritto su Facebook: «Dovevamo partire, ma l’ultimo giorno ci ha fregato. Seguiamo la prassi consigliata e torneremo in Italia quando saremo negativi». Dario aveva continuato a rassicurare tutti dicendo «cari amici, appena la situazione migliorerà sarà mia cura avvisarvi tutti».

Il figlio Marco aspetta il rientro della madre e ricostruisce gli ultimi giorni di vita del padre. «Si è accorto di avere il Covid facendo il tampone il giorno prima di partire per l’Italia – racconta –. Alitalia aveva annullato diversi voli e i miei genitori si trovavano in Brasile da marzo 2020. Finalmente avevano il via libera per tornare. Ma purtroppo il 1° maggio la situazione è precipitata». Dario i primi giorni si curava in casa, seguito al telefono da medici brasiliani e anche da dottori di Pescia che lo controllavano a distanza. «È arrivato in ospedale guidando l’auto da solo – aggiunge Marco – gli hanno fatto una tac e lo hanno ricoverato subito. Poi lo hanno messo in rianimazione, intubato e purtroppo il 10 maggio è morto. La variante brasiliana del virus non gli ha dato scampo».

Sempre su Facebook il suo ultimo post è datato 29 aprile scorso. «Boa Tarde (buon pomeriggio, ndr), sento il dovere di ringraziare l’associazione Alianca pe la vida Florianopolis che mi ha preso in carico presso la sua organizzazione con la complicità di veri amici per la difficoltà della lingua. Un plauso particolare per la competenza, l’assiduità che stanno operando nei nostri confronti, rassicurandoci in tutti i risvolti della malattia. Questa – aveva scritto Giachini – è la vera forza della sanità brasiliana, grazie di tutto e scusate se è poco». Dario e Patrizia amavano molto il Brasile e soprattutto Florianopolis, città meridionale che si sviluppa su un’isola al largo della costa dello Stato di Santa Caterina (di cui è capitale), famosa per la bellezza delle sue 42 spiagge con resort, bar, ristoranti. Giachini era appassionato di pesca e di mare e ora riposerà per sempre nei luoghi che tanto amava. La triste notizia della morte di Dario è arrivata proprio sulla sua pagina. A pubblicarla è stata una parente che abita in Brasile e ha gettato nello sconforto gli amici. In poche ore sono arrivati centinaia di messaggi anche sui gruppi social. Gli ex compagni di scuola di Dario hanno voluto ricordarlo con vecchie foto scattate in tempi di spensieratezza. Tra i tanti di messaggi di condoglianze arrivati in queste ore da parte ci amici e conoscenti c’è anche dalla Pubblica Assistenza di Pescia: «La nostra associazione si stringe intorno alla famiglia Giachini per la perdita dello storico Milite e Consigliere»

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