Il dolore
Rovi, rifiuti e degrado sulla sponda dell’Arno «Servono interventi»
montopoli. I canneti che un tempo coprivano tutto invadendo anche la strada non ci sono più, ma i problemi lungo la sponda sinistra dell’Arno sono quelli di sempre, fra vecchie frane mai risolte e cateratte di scolo invase da sacchi di rifiuti, insieme a un generale senso di abbandono che sembra avere poco a che fare con la famigerata ciclopista dell’Arno destinata a passare proprio da qui.
È la sponda montopolese del fiume, quella compresa fra via Vaghera e via Fontanelle, che si incontra girando subito a destra dopo il ponte di Castelfranco di Sotto.
È qui che Dario Ceccanti, residente di San Romano con un passato nella Consulta di frazione, punta il dito proprio sulla sponda castelfranchese del fiume, dove in questi giorni erano all’opera i mezzi del Consorzio di Bonifica per la manutenzione dell’argine.
«Sul lato di Castelfranco di Sotto è tenuto tutto a pratino – dice Ceccanti – mentre da noi la situazione è sicuramente migliorata rispetto a qualche anno fa, ma certo si potrebbe fare molto meglio».
Da qui l’appello rivolto all’amministrazione comunale, a tutti i gruppi consiliari e alle Consulte di frazione, «perché facciano sentire la voce del Comune di Montopoli Valdarno nelle stanze della Regione – spiega – in modo da programmare una definitiva sistemazione dell’area e una migliore manutenzione, da effettuare ovviamente a spese dalla stessa Regione attraverso il Consorzio di Bonifica».
Sotto accusa c’è prima di tutto la situazione dei canali di scolo che, passando sotto la strada, convogliano l’acqua delle campagne circostanti nell’alveo dell’Arno.
Camminando tra via Vaghera e via Fontanelle se ne incontrano tre, tutti ugualmente invasi da alberi, vegetazione e da un “tappeto” di rifiuti e misteriosi sacchi neri che qualcuno ha pensato bene di gettare di sotto, evidentemente nell’intento di farli trascinare a valle fin dentro il fiume.
Poco più avanti si incontrano lungo la strada almeno un paio di frane, dove l’acqua ha eroso la scarpata arrivando fino a lambire l’asfalto.
Un problema di lunga data, come dimostrano del resto i cartelli arrugginiti e le protezioni in legno visibilmente deteriorate dal tempo.
«Sarebbe l’ora di sistemare la situazione una volta per tutte – riprende Ceccanti – anche considerando che proprio di qui dovrebbe passare la ciclopista dell’Arno di cui non si hanno ancora notizie certe. Nel tratto di San Romano, ad esempio, non è ancora chiaro come farà la ciclopista a superare il pezzo di lungarno Guicciardini, dove già oggi manca lo spazio per le auto a doppio senso, figurarsi per la pista ciclabile».
La speranza, comunque, è che gli interventi previsti offrano l’occasione per trasformare un’area troppo spesso dimenticata nel corso del tempo in uno spazio verde curato e fruibile da parte dei cittadini.
«È giunta l’ora di mettere un po’ d’ordine – conclude Dario Ceccanti – anche rispetto agli orti costruiti dai privati al di là dell’argine». —
Giacomo Pelfer
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