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Progetti Pinqua, l’opposizione: l’amministrazione nasconde la realtà
Cascina. Opposizione all’attacco a Cascina sui progetti Pinqua (acronimo di “Programma innovativo sulla qualità dell'abitare”). “Pinqua, cosa vuole nascondere l’amministrazione?” si chiedono i consiglieri Dario Rollo , capogruppo della lista “Valori e Impegno Civico Dario Rollo”, Leonardo Cosentini, capogruppo lista “Lega”, Paolo Lazzerini, capogruppo FdI, e Stefano Di Pede, capogruppo “Cosentini Sindaco”. Nell’articolato documento, in sostanza accusano il Pd «di voler nascondere atti, documenti e non rendere pubblici le procedure e l’iter che hanno condotto alle scelte di costruire monolocali di legno così come ristrutturare edifici storici per farci un dormitorio a prezzi talmente alti che si potrebbero acquistare ville al mare». E aggiungono: «Per l’ennesima volta il Pd e compagni si trincerano dietro interpretazioni normative per non discutere la mozione inizialmente presentata dai consiglieri Dario Rollo e Lorenzo Peluso del gruppo “Valori e Impegno Civico Dario Rollo” e sostenuta da tutti gli altri gruppi di opposizione, Lega, FdI e lista civica Cosentini». Rollo, primo firmatario dell’atto, accusa tra l’altro l’amministrazione «di aver paura del confronto in consiglio comunale, paura di valutare la regolarità dell’iter seguito e dei rapporti tra la società di consulenza e le realtà del terzo settore che hanno partecipato alla predisposizione del progetto. Anche esponenti della stessa maggioranza che appena hanno espresso pubblicamente il proprio dissenso al progetto, sollevando numerosi dubbi e perplessità di carattere tecnico, politico e procedurale, sono stati espulsi come nei migliori regimi dittatoriali».
E aggiunge: «Perché non dire ai cittadini di San Frediano che nell’area del villaggio Santa Maria il Pd e compagni vogliono costruire monolocali di legno per ospitare tutte le situazioni di emergenza abitativa di 5 comuni dell’hinterland? Creare un vero e proprio “ghetto” a Cascina. Perché non dire ai cittadini che si vuole trasformare un immobile storico in via Guelfi in un ostello? L’emergenza abitativa non si risolve con le stanzette gestite da una fantomatica cooperativa di comunità (e ci si chiede anche a che prezzo!), ma prevedendo la costruzione di alloggi di edilizia popolare gestiti da Apes».
E si fa notare inoltre: «Strano è anche l’iter condotto fino ad oggi. Una delibera di giunta del 9 febbraio che approva un progetto del valore di 15 milioni di euro predisposto da uno studio di consulenza in appena 10 giorni, privo di analisi dei costi dettagliati, con errori grossolani tanto che il 15 marzo la giunta delibera nuovamente rimuovendo alcuni passaggi precedentemente approvati». —
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