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Inchiesta Keu, Libera attacca: "Crisi politica e culturale, non basta esprimere fiducia nella magistratura"
L'associazione guidata in Toscana da don Andrea Bigalli: "Partiti ridotti a comitati elettorali. Si torni ai finanziamenti pubblici e trasparenti"
SANTA CROCE. «Se i fatti venissero confermati, saremmo di fronte all’affermazione spregiudicata di interessi privati criminali che, in contrasto al pubblico interesse ed alla cura del bene comune, si sarebbero dimostrati disposti a calpestare senza ritegno beni essenziali della vita naturale e sociale, come la salute, la terra, l’acqua, le forme di rappresentanza e di partecipazione civile, politica e democratica». Parte da qui l'analisi di Libera Pisa sull'inchiesta Keu condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze sulle presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti nel comprensorio del Cuoio. Per dire, però, che «preoccupa» sicuramente anche «l'apparente disinvoltura con cui alcune imprese sembrerebbero disponibili ad accordarsi con interlocutori criminali alla confluenza di interessi reciproci», ma soprattutto desta apprensione «la debolezza del sistema politico contestuale all'ingerenza di interessi particolari criminali». Per l'associazione, infatti, «non è sufficiente esprimere “piena fiducia nella magistratura e nel lavoro delle forze dell’ordine, con la speranza che sia fatta chiarezza quanto prima”» dato che «quella che si sta consumando è una crisi politica, istituzionale e culturale che coinvolge un'intera comunità – sottolinea l'associazione-: la politica sembra aver perso un forte riferimento etico, con delle strutture-partito ridotte sempre più a comitati elettorali privi di una forte e solida base popolare e questa intrinseca debolezza la espone al rischio di trovarsi assoggettata a interessi economici di parte e alle trame oscure della sinergia tra criminalità mafiosa e massoneria deviata» Da qui l'invito: «Che questa vicenda sia anche un’occasione per tornare a riflettere sul ruolo dei partiti e sul tema del loro finanziamento, che deve tornare ad essere pubblico e trasparente»
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