Sicurezza
Santa Croce sull'Arno, a maggio ’91 la prima piazza Enzo Ferrari d’Europa
La ricorrenza: a Santa Croce c’era un attivo club dedicato al Drake, presieduto da Alessandro Francioni
Santa Croce. Trent’anni fa, in questi giorni, a Santa Croce veniva inaugurata la prima piazza d’Europa dedicata alla memoria di Enzo Ferrari, il “Drake”. Il creatore del mito di Maranello era morto da meno di tre anni (nel 1988, novantenne) e a lanciare l’idea fu il Ferrari club santacrocese, presieduto all’epoca proprio da Alessandro Francioni, adesso coinvolto nell’inchiesta sulle concerie.
Una proposta che fu accolta in pieno dall’amministrazione comunale, in primis il sindaco Maurizio Signorini. La realizzazione del monumento fu affidata allo scultore santacrocese Valerio Comparini. A progettare la piazza furono gli architetti Paolo Giannoni, Anna Braschi e Paolo Panzani, uno spazio che era pensato soprattutto come parcheggio. Il monumento rappresentava delle fasce di muscoli stilizzate, che si uniscono a rappresentare un arco di trionfo; alla base, dei pezzi originali di Ferrari provenienti da Maranello.
Fu una bella festa: tanti i ferraristi presenti, molte autorità. Oltre ai sindaci di Santa Croce e Castelfranco (Rosario Casillo), anche il primo cittadino di Fiorano, Egidio Pagani; in rappresentanza dell’azienda di Maranello Piero De Franchi; presente anche l’onorevole socialista Giacomo Maccheroni, all’epoca membro della commissione trasporto della Camera. A fare da contorno, una ventina di Ferrari, tra cui la 250 Gran turismo Pininfarina che fu anche di Marilyn Monroe.
L’artista Valerio Comparini, oggi 63 anni, ricorda: «Usai l’acciaio per il monumento, e i pezzi di Ferrari erano originali di Maranello, per qualche motivo inutilizzabili sulle auto. Non fu rappresentata direttamente la figura di Enzo Ferrari perché a quanto so aveva lasciato detto di non volere statue della sua persona, e così realizzai quello che ricorda un arco di trionfo. Ci vollero circa tre mesi a realizzarlo, non ebbi molto preavviso». Osserva da parte sua l’architetto Paolo Giannoni: «In quegli anni, direi in modo innovativo, avevamo predisposto un piano del verde. Fu in questo contesto che ci fu assegnato l’incarico per studiare piazza Enzo Ferrari; assessore ai lavori pubblici era Luciano Battaglioli. Ricordo che i lavori furono dell’impresa Forti».
Era una Santa Croce diversa rispetto a oggi, giravano tante Ferrari (qualcuno aveva calcolato che c’era il più alto numero di Ferrari rispetto ai residenti, ma non si scoprì se era un dato scientifico o solo una voce); e come raccontò al Tirreno in un’intervista del 2004 l’ex sindaco Signorini (primo cittadino per sedici anni, a partire dall’88 quando aveva 32 anni), la questione ambientale era già in primo piano. Disse al Tirreno Signorini: «Nel 1992 per ordine di un magistrato furono chiusi i depuratori. La situazione era esplosiva e cominciavano ad esserci anche problemi di ordine pubblico. Alla fine della settimana, dato che dal governo non arrivavano risposte, io e gli altri sindaci coinvolti nella vicenda ci prendemmo la responsabilità di far riaprire i depuratori con la conseguente ripresa delle attività produttive». —
M.B.
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