Attenzione
Ipotesi ricorso al Tar contro la centrale 40 giorni per decidere
Bocche cucite nel comitato dopo il nulla osta del governo Solo il Comune può portare avanti la battaglia legale
Samuele Bartolini
castelnuovo. Il silenzio del comitato Montecastelli Viva. Il silenzio del sindaco di Castelnuovo Valdicecina Alberto Ferrini. Ora che il ricorso al Tar pare un percorso obbligato, non parla più nessuno. Ora che la vicenda della centrale geotermica Qualtra ha imboccato un binario tutto contro il paese di Montecastelli Pisano col “nulla osta” alla sua costruzione da parte del Governo Draghi, nessuno dice più la sua. Silenzio totale, ma è un silenzio che pesa. Evidentemente il comitato Montecastelli Viva preferisce aspettare. Evidentemente ora i suoi componenti vogliono schiarirsi meglio le idee per decidere cosa fare. C’è da capire se imboccare la strada del ricorso oppure no. C’è da capire se il Comune di Castelnuovo, l’unico ente autorizzato a fare ricorso, sia pronto a sostenere il comitato e a portare avanti la battaglia legale. Sicuro è che ora il conto alla rovescia è iniziato. Il 24 aprile il consiglio dei ministri presieduto da Mario Draghi, davanti all’opposizione del Ministero dei beni culturali, ha riconosciuto le motivazioni della Regione e ha dato l’ok alla realizzazione della centrale.
Da quella data c’è tempo 60 giorni per fare ricorso. Ultimo giorno utile: il 24 giugno. Intanto lunedì scorso il comitato si è incontrato via web con l’avvocato Michele Greco di Orbetello, specializzato in cause di diritto ambientale. La riunione è durata due ore. Cosa si siano detti, non si sa. Nessuno parla. Però è evidente che il paese di Montecastelli vuole resistere. Sul blog del comitato le intenzioni, infatti, sembrano chiare. Dopo la batosta del 24 aprile vi si legge: «Nuovamente gli effetti di queste decisioni prese dall’alto ricadono su chi vive il territorio che ne è interessato e su chi lo amministra. Come già si sapeva la battaglia sarà lunga. Il ricorso è già pronto e ci sono precedenti sentenze favorevoli a chi come noi difende l’ambiente».
Quindi il ricorso sarebbe addirittura già pronto. Ma non è chiaro se il Comune lo farà. Ecco le ultime tappe di questa battaglia ambientale. Il 6 novembre 2019 il settore Via della Regione si esprime a favore della realizzazione della centrale. Il 3 agosto 2020, in piena “zona Cesarini” e nel bel mezzo delle ferie estive, la giunta regionale uscente guidata da Enrico Rossi dà il via libera definitivo alla centrale. Ma la Soprintendenza di Pisa e Livorno, da sempre contraria alla sua realizzazione, si oppone. Fa appello al ministero dei Beni culturali che, a sua volta, fa richiesta di opposizione al Consiglio dei ministri allora presieduto da Giuseppe Conte. Palazzo Chigi accoglie la richiesta del Mibact. La presidenza del Consiglio dei ministri convoca un’istruttoria il 3 settembre 2020. Sono chiamati a dire la loro Regione, Soprintendenza e ministero. La presidenza del Consiglio annota le ragioni di tutti. Il 26 gennaio 2021 cade il governo Conte. Il 13 febbraio si insedia Draghi. Il 24 aprile il consiglio dei ministri riconosce come valide le motivazioni della Regione. Ora forse il Comune farà ricorso al Tar. —
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