Sicurezza
«Sullo scandalo rifiuti la politica dia risposte»
san miniato. «Nessuno vuole sostituirsi alla magistratura, ma non si può fare finta che non sia successo niente».
Lo sostiene Manola Guazzini, capogruppo della lista civica CambiaMenti, sul caso dell’inchiesta della Dda di Firenze incentrata sul sistema di smaltimento dei rifiuti di conceria. Secondo l’esponente della minoranza di San Miniato «deve essere riaffermata una giusta distinzione e una reciproca autonomia tra i poteri pubblici e gli ambienti imprenditoriali del Valdarno Inferiore. La presenza di organizzazioni mafiose in Toscana è stata rilevata, in particolare nel settore dello smaltimento dei rifiuti industriali: il rischio è scritto anche nel documento sulla prevenzione della corruzione che il sindaco di San Miniato ha firmato. Occorre applicare procedure che tengano conto della sua entità ed evitare nel modo più assoluto comportamenti che facilitino l'infiltrazione. Bisogna rompere con l’idea che sia compito degli enti locali procurare sconti sul funzionamento rispetto alle norme dei depuratori e di tutto il sistema dello smaltimento dei rifiuti. I testi virgolettati di alcune intercettazioni pubblicate, che configurano un vero e proprio tentativo di rimuovere dal proprio lavoro un tecnico dell’Arpat accusato di eccessivo rigore, renderebbero obbligatorio pretendere una smentita, un chiarimento o come minimo richieste di scusa. La vicenda dell'utilizzo del Keu negli “inerti” che la ditta Lerose avrebbe usato nella massicciata della Sr 429 riguarda anche il territorio di San Miniato: su questo il sindaco non ha nulla da dire». —
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