Attenzione
La scomparsa del parrucchiere Mario Bastiani: «Amato da tutti»
L’artigiano abitava a Crespina, un anno e mezzo fa aveva avuto un ictus Il figlio Bernardo: «Merito suo se sono diventato chef». Domani il funerale
Stefano Taglione
CRESPINA LORENZANA. I trucchi del mestiere li ha imparati dal fratello Piero Bastiani, gigante dei parrucchieri (con un passato e un presente di prim’ordine nella moda) e fondatore di un’accademia a Livorno, la sua città. Così, dal 1982, mentre l’Italia vinceva il Mondiale di calcio in Spagna lui ha iniziato a farsi strada nei saloni. Aprendo tre negozi a Livorno. Con i suoi dipendenti – fra cui Katia Piu – che non lo consideravano solamente un datore di lavoro. «Ma un fratello, con lui se ne è andata una parte importante di me».
Livorno perde Mario Bastiani, parrucchiere simbolo della città. Si è spento a 64 anni, dopo che l’anno scorso proprio fuori dalla sua attività era stato vittima di un ictus da cui, negli ultimi mesi, sembrava «gradualmente potersi riprendere», spiega la famiglia. Ma purtroppo, da quel maledetto inizio febbraio, a tagliare i capelli non è più tornato, con il salone che va avanti grazie alla moglie Antonella Bertini e alle sue instancabili collaboratrici. Bastiani, nato a Livorno, dagli anni Ottanta si era trasferito a Crespina insieme all’allora compagna con la quale si è fidanzato 50 anni fa e poi sposato, e il figlio Bernardo Bastiani, chef con un passato in un ristorante stellato di Roma e un futuro ancora da scrivere in Toscana, dove è voluto tornare. Il 64enne – avrebbe compiuto 65 anni a luglio – si è spento ieri notte all’ospedale di Cecina, dove era stato trasportato 24 ore prima dal centro di riabilitazione “Progetto Aurora”, nella stessa città, dove si trovava ricoverato a causa delle conseguenze dell’ictus. Un’infezione, purtroppo, ha complicato un quadro clinico difficile. «Venerdì mattina – spiega la moglie – aveva la febbre altissima e purtroppo è subentrata una setticemia». In quest’ultimo anno e mezzo, dopo il ricovero d’urgenza all’ospedale di Livorno, ha fatto riabilitazione a Volterra, a Fontanellato nel Parmense e infine a Cecina. «Devo ringraziare tutto il personale della residenza sanitaria assistenziale cecinese – prosegue la moglie – perché è stato eccezionale. Mio marito era una persona unica, amato da tutti i clienti e dalle dipendenti».
Con Antonella si sono conosciuti e fidanzati 50 anni fa, da ragazzini, frequentando le scuole medie. «È stato un amore infinito – prosegue – Facevamo entrambi sport: io softball, lui baseball. Insieme, nell’82, abbiamo aperto il nostro primo salone dei parrucchieri. Lui aveva lavorato per dieci anni col fratello Piero, prima, quindi respiravamo tutti quest’aria, una grande passione per tutta la famiglia. Per lavorare con lui mi sono licenziata dalla Provincia di Livorno poco prima che il contratto mi scadesse. I suoi più grandi amori eravamo io, mio figlio e la nipote Camilla Bordoni».
Il figlio, 30 anni, è un creativo come loro. Ma fra i fornelli. «Se sono diventato chef è grazie a babbo che mi ha trasmesso questa passione – racconta Bernardo Bastiani – Lui amava anche i cavalli, la campagna, i lavori fai da te, gli animali e fare l’orto. Poi ovviamente il lavoro e la famiglia».
In lacrime le dipendenti del salone appena hanno appreso della notizia. Inaspettata, visto che nella residenza sanitaria assistenziale di Cecina, durante il percorso riabilitativo, Mario sembrava migliorare. «Lavoravo con lui dal 1987 – racconta Katia Piu – A lui devo molto: perdo una parte fondamentale di me. Quando avevo bisogno, Mario c’era sempre». «Mi ha trasmesso l’amore e la passione per questo mestiere – dice la parrucchiera Lisangela Pighini – e non lo ringrazierò mai abbastanza».
«Non avrei mai voluto dirti addio, mi mancherà tutto di te, le lunghe chiacchierate fatte di utili e saggi consigli, le tue carezze e i tuoi baci rubati sulla testa e il tuo saluto la mattina quando mi accoglievi “Bella, ecco il sole” – è il messaggio che gli dedica un’altra sua dipendente, Veronica Tangheroni – Coloro che amiamo e abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo». «Grazie Mario per tutto quello che hai fatto per noi, sia professionalmente che umanamente – è il pensiero di un’altra sua collaboratrice, Cinzia Di Chiara – Sei sempre stato presente nella nostra vita e sono orgogliosa di questi 21 anni passati insieme. Non ti dimenticherò mai grande uomo».
Dalle 15.30 di ieri pomeriggio, al cimitero dei Lupi a Livorno, è aperta la camera ardente di Mario Bastiani. Il funerale si celebrerà alle 10,30 di domai sempre al cimitero della Cigna, con una cerimonia religiosa all’aperto. Poi la cremazione. —
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