Lutto
«Iccrea? Soluzione auspicabile ma per ora nessun contatto»
Parla Alberto Mocchi, il nuovo presidente della Cassa di risparmio di Volterra «Il mio compito è trovare altri possibili nuovi soci oltre agli interlocutori già noti»
Andreas Quirici
volterra. Il rapporto di amicizia con il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, Roberto Pepi, ex direttore generale della banca del colle etrusco, è all’origine della nomina del manager milanese, Alberto Mocchi, alla guida dell’istituto di credito che ha perso il proprio presidente, Giorgio Ghionzoli a metà marzo. Il mandato del neo presidente è chiaro: traghettare la Cassa di risparmio di Volterra all’aumento di capitale.
L’ipotesi Iccrea
«Di interlocutori ce ne sono già, ma con la mia esperienza e le mie conoscenze potrebbero aggiungersene altri», sottolinea Mocchi che parla anche della voce che vedrebbe la “Cassa” confluire nell’Istituto centrale delle casse rurali ed artigiane (Iccrea): «Sarebbe una soluzione auspicabile, ma al momento non abbiamo contatti con loro». Il discorso sulla ricerca di uno o più soci è centrale in questa fase storica della banca volterrana. Da mesi se ne parla. La pandemia ha rallentato l’operazione, come sottolineato spesso da Pepi e dal direttore generale, Stefano Picciolini.
Incognita sui tempi
Ma i sindacati, di recente, hanno agitato le acque chiedendo chiarezza e più comunicazione a riguardo. Lasciando intuire anche che l’incognita maggiore riguarda i tempi di attuazione dell’aumento di capitale. E su questo fronte, Mocchi non lascia trasparire novità: «Tra la Fondazione che è l’azionista di riferimento, la direzione generale e il consiglio d’amministrazione c’è coesione sulle intenzioni di ricercare soci. Il problema ora è trovare qualcuno che sia interessato a questa operazione. Dobbiamo presentare la banca a interlocutori con cui sono già stati avviati contatti e, magari, trovarne anche di nuovi».
Niente crédit agricole
Parole che non lasciano intravedere tante certezze all’esterno. Anche se un punto fermo c’è. Ed è quello di cui i vertici di Cassa e Fondazione parlano dall’inizio: mantenere il legame tra l’istituto di credito e il territorio. Ed è proprio su questo punto che la possibile soluzione dell’ingresso in Iccrea si sposerebbe con gli “auspici” del neo presidente, oltre che di Pepi e Picciolini. Mentre l’ipotesi di un’acquisizione da parte di Crédit agricole, che è già socio della Cassa risparmio di Volterra, non sarebbe ben vista: «Loro sono un colosso del mondo bancario, ma dove arrivano impongono il loro nome e il loro sistema. Che non è ciò a cui stiamo pensando per il futuro della nostra banca».
casi simili
Alberto Mocchi arriva a Volterra in un momento estremamente delicato per la banca della città. Ma ha già affrontato situazioni difficili, avendo lavorato alla Cassa di risparmio di Rimini e a Carige, entrambi alle prese con la necessità di trovare partner robusti per far fronte a problemi finanziari. Nel primo caso c’è stata l’acquisizione da parte proprio di Crédit Agricole. Nel secondo la ricerca di un socio è ancora in corso. «Situazioni estremamente diverse – taglia corso il manager milanese – perché in entrambi i casi la proprietà non aveva idee chiare come abbiamo qui a Volterra. Pepi e la Fondazione sanno esattamente dove voler portare la Cassa di risparmio di Volterra. Sappiamo di avere buone carte in mano. Ora si tratta di giocare al meglio la partita». —
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