Italia
Solidarietà concreta, un’ora di lavoro alla famiglia di Luana
I lavoratori metalmeccanici della provincia di Pisa hanno deciso in questo modo di dare il loro sostegno dopo la morte della giovane in fabbrica a Montemurlo
PONTEDERA. La solidarietà diventa sostegno concreto. I metalmeccanici della provincia di Pisa doneranno un’ora di lavoro alla famiglia di Luana D’Orazio, l’operaia pistoiese, 23 anni il prossimo giugno, morta lunedì scorso mentre lavorava inghiottita dall’orditoio di una fabbrica tessile di Oste di Montemurlo. Niente scioperi per sostenere la giusta causa della sicurezza sul lavoro.
Nessun presidio, nessuna manifestazione per rivendicare il rispetto di leggi e di regole necessarie a fermare la scia di sangue che continua a macchiare i luoghi di lavoro. Gli operai pisani doneranno un’ora del proprio lavoro per aiutare concretamente la famiglia della giovane operaia a prendersi cura del bambino di cinque anni che non vedrà più la madre rientrare a casa da quel lavoro che avrebbe dovuto contribuire a sostenere la sua crescita. L’iniziativa, proposta dalla Fim-Cisl di Pisa, è stata condivisa anche dalle altre sigle sindacali, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Uglm, che nei prossimi giorni faranno partire una campagna di sensibilizzazione nelle fabbriche della provincia di Pisa, che vanta circa settemila addetti nel settore metalmeccanico, invitando le singole aziende a destinare una piccola parte delle retribuzioni dei singoli operai ai familiari della giovane operaia morta sul posto di lavoro.
«Abbiamo ricevuto l’invito ad indire uno sciopero per esprimere solidarietà alla giovane operaia e vicinanza alla famiglia e, allo stesso tempo, rivendicare iniziative per la sicurezza sul lavoro – sottolinea Daniele Morabito della Fim –. Abbiamo pensato di trasformare la solidarietà in qualcosa di concreto e in qualche iniziativa che potesse aiutare la famiglia a sostenere le spese necessarie per la crescita del bambino. Questo è il momento di aiutare i familiari della giovane operaia, il miglior modo per esprimere vicinanza e sostenere la battaglia per la sicurezza». Dopo un accordo tra le organizzazioni sindacali e le aziende, i lavoratori saranno chiamati su base volontaria a firmare un modulo attraverso il quale esprimere il consenso ad una trattenuta in busta paga equivalente ad un’ora di lavoro.
«Mentre la pandemia continua a fare le vittime, le persone continuano a morire sul lavoro, lasciando affetti, famiglie e amicizie – sottolineano i sindacati – Tutto questo è inaccettabile e ingiusto, soprattutto dopo un anno in cui, per contrastare il virus, l’impegno per la salvaguardia della salute nei luoghi di lavoro è stato massimo, con protocolli e regole che hanno protetto la salute e la vita di tanti lavoratori. Tutto è ancora più amaro, perché ci rendiamo conto che l’impegno profuso non riesce ad evitare le morti. Chiediamo di aumentare i controlli, più formazione e attenzione e soprattutto meno precarietà, cause principali di queste tragedie».
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