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Prima a tempo pieno, ora c’è uno spiraglio

Paolo Falconi
Mirko Bini, sindaco di Terricciola
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Mirko Bini, sindaco di Terricciola

Il confronto tra il sindaco Mirko Bini e il provveditorato  fa intravedere una soluzione: decisione il 19 maggio

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Terricciola. Sembra scongiurata la soppressione della classe prima elementare a tempo pieno di Selvatelle. La certezza, l’ufficialità, si avrà soltanto il prossimo 19, ma sembra di essere in fondo al tunnel dopo il confronto tra il sindaco di Terricciola Mirko Bini, il dirigente scolastico e il provveditorato dei giorni scorsi.

«Il taglio, peraltro in questione, non investirebbe soltanto il nostro plesso scolastico di Selvatelle ma è una decisione del ministero dell’Istruzione che, di conseguenza, riguarda tutto il territorio nazionale» spiega il sindaco Bini. Che lamenta come «nei fatti la scuola non sia per niente considerata una priorità».

Tant’è che si è mosso, proprio per scongiurare la mancata istituzione del tempo pieno nella prima elementare della frazione di Terricciola, anche Matteo Arcenni per conto della minoranza prevedendo che «tutti i bambini verranno accorpati in un’unica classe, in un unico plesso a Terricciola, e l’offerta didattico-formativa sarà limitata al solo tempo normale». Per questa decisione giudicata senza mezzi termini «scellerata» da parte del provveditorato agli studi, che inevitabilmente «crea un disagio incredibile alle famiglie e lede il diritto all’istruzione» tra l’altro previsto dalla costituzione, lo stesso Arcenni riferisce che della questione è stato informato l’onorevole Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia che «nei prossimi giorni presenterà un’interrogazione in parlamento». E oltre all’azione parlamentare, come Terricciola SiCura «abbiamo richiesto – dice sempre Arcenni – la convocazione di un consiglio comunale straordinario, aperto a tutti i cittadini, per concordare insieme le future azioni da intraprendere» per scongiurare tale iniziativa ministeriale.

Ora però arriva la positiva notizia annunciata dallo stesso sindaco, secondo cui tutto sarebbe rientrato: Terricciola ha 22 alunni in prima ma non tutti sarebbero orientati a frequentare il tempo pieno. Per cui ci sarebbe la possibilità per due classi a tempo normale e altre due a tempo pieno.

Il sindaco Bini sottolinea come tagli di questa portata significhino «grossi problemi per tutti, specialmente in un periodo come questo di pandemia e di rischio assembramenti».

Il medesimo concetto è ripreso da Arianna Cecchini non nel suo ruolo di sindaco della vicina Capannoli ma in quanto presidente della Conferenza educativa della Valdera, che nel suo complesso riguarda anche le Colline pisane fino ad arrivare a raggruppare ben 17 Comuni. «Decisioni del genere non possono che far scaturire anche problemi di trasporto e con esso tutto ciò che riguarda le disposizioni anti Covid» avverte Cecchini. La quale riconosce che «sono in discussione riduzioni di organico nel corpo del personale docente che finiranno per avere ripercussioni sulla formazione delle classi».

Per questo è «importante investire sugli stessi organici ma anche sulla scuola» come si dice da tempo e da più parti ma con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Perché se è vero che da una parte si rischia l’accorpamento di classi che non raggiungono il numero di alunni sufficiente a mantenere questo status è altrettanto vero che in altri casi asi assiste al fenomeno opposto: vale a dire a classi così numerose che necessiterebbero lo sdoppiamento, ma «che l’assottigliarsi del numero degli insegnanti rende al tempo steso problematico». E la stessa Cecchini cita il caso di Palaia dove ci sono casi di sovraffollamento di alunni per classe. Quindi il problema è doppio, ma intanto occorre scongiurare il rischio che il taglio del personale docente incida anche sull’organizzazione delle classi elementari.

Per Selvatelle, e forse anche per altri casi della nostra provincia, si tratta di attendere 15 giorni. —

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