Italia
Giglioli: «Rinnovare subito i vertici di associazioni e consorzi coinvolti»
Inchiesta choc: l’intervento del sindaco di san miniato in consiglio comunale
san miniato. «Chiedo che siano rinominati al più presto tutti gli organi collegiali dei consorzi e delle associazioni che sono oggetto delle indagini. Il loro momentaneo immobilismo rischia di far arenare progetti importantissimi per il Valdarno e per tutta la regione: penso all’accordo di programma sulla depurazione delle acque, il cosiddetto Tubone, e a quello per l’ampliamento di Poteco, solo per citarne due di fondamentale importanza. Si tratta di progetti che hanno bisogno di tutti questi soggetti per essere messi in campo, coralità che, adesso, non c’è, rischiando di indebolire la forza di tutto il Comprensorio. E questo non possiamo permettercelo». Il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, interviene in consiglio comunale sull’inchiesta sui rifiuti della Direzione distrettuale antimafia che ha travolto il settore conciario e che vede tra gli indagati anche la sua collega santacrocese Giulia Deidda (per il reato di associazione a delinquere), insieme ai vertici dell’Associazione conciatori, vecchi e nuovi. E lo fa sottoscrivendo l’appello già lanciato dal primo cittadino fucecchiese, Alessio Spinelli.
«Voglio rimarcare la mia completa fiducia nella magistratura – ha sottolineato Giglioli – che, mi auguro nei tempi più rapidi possibili, arrivi a delineare i contorni di tutta questa vicenda. Il nostro è uno Stato di diritto e fino a quando non ci sono condanne, non esistono colpevoli. Questa indagine interessa l’altra sponda dell’Arno ma l’intero comparto, in realtà, rischia di restarne travolto. E proprio per questo voglio ripetere che il Valdarno non è terra di mafia. Non facciamo di tutta l’erba un fascio, non puntiamo il dito sull’intero settore e non criminalizziamo tanti imprenditori che hanno fatto e stanno facendo crescere il nostro territorio».
Giglioli ha poi rinnovato la sua «piena fiducia negli amministratori e nella politica, quella fatta di rapporti e relazioni con cittadini e aziende alle quali, un buon amministratore, non può sottrarsi: noi amministratori abbiamo il dovere di interloquire con i comparti economici e con le realtà dei territorio che governiamo». Poi ha ricordato che «i nostri depuratori sono nati negli anni’70, pionieri di una filosofia che oggi ci appare così normale ma che allora era del tutto nuova e, nel corso del tempo, sono stati fatti investimenti nella tutela dell’ambiente come poche altre realtà italiane. Queste realtà si sono dimostrate, a tutti gli effetti, la soluzione migliore per poter smaltire i fanghi di risulta delle concerie. A dirlo sono gli anni di studi e di investimenti nella tecnologia e nello sviluppo che ci dimostrano quanto sia importante concretizzare quel processo di circolarità dei rifiuti che è stata, e continua ad essere, la vera svolta di tutto il settore. Se dall’indagine emergesse che qualcosa in questo meccanismo si è inceppato, è necessario che venga accertato immediatamente per poterlo eliminare e far ripartire l’intera filiera dello smaltimento, un’eccellenza che dobbiamo preservare e sulla quale si dovranno continuare a fare investimenti importanti».
In questo quadro, secondo Giglioli «la politica deve reagire tutelando e promuovendo le realtà che invece lavorano bene – e sono molte –, affinché l’intera filiera produttiva diventi il motore della ripartenza, dopo una pandemia che non ha fatto sconti a nessuno, neanche al distretto conciario». –
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