Il Tirreno

Pontedera

Spara 4 colpi davanti al bar caccia all’uomo a Fucecchio ma la pistola era a gas

Marco Sabia

Terrorizza titolare e dipendente per una bevuta negata 

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fucecchio. Paura in viale Colombo, in una giornata che doveva essere normalissima ma che invece si è rivelata da incubo per il titolare di un bar e per una sua dipendente.

Erano circa le 12.30 di domenica scorsa quando un uomo – 36 anni – dopo essersi allontanato da casa si è presentato in preda agli effetti dell’alcol in un bar che si trova all’inizio del viale che porta a Ponte a Cappiano, pretendendo che gli venissero serviti degli alcolici.

Al rifiuto della barista – che aveva notato le sue alterate condizioni psicofisiche – l’uomo (già noto alle forze dell’ordine) ha iniziato a protestare e ne è nata una discussione. A quel punto la donna, giustamente intimorita dall’aggressività di questo cliente così insistente, allo scopo di chiedere aiuto ha chiamato il titolare. Il quale ha intimato all’uomo di uscire dal locale: di tutta risposta quest’ultimo ha tirato fuori una pistola, è uscito ma ha sparato ben quattro colpi in aria, per poi dileguarsi.

Le due persone minacciate con la pistola hanno subito chiamato il 112, segnalando che c’era un uomo che girava armato e che quindi il pericoloso era concreto; di conseguenza la centrale operativa della compagnia di Empoli ha fatto convergere nella zona diversi equipaggi, allo scopo di individuare lo sparatore e di fermarlo prima che facesse danni più gravi.

Una serrata attività d’indagine per risalire alla sua identità poi ha consentito ai militari d’identificarlo nel giro di poco. L’allarme si è ridimensionato solamente quando i carabinieri, dopo aver perquisito l’abitazione dell’uomo in centro a Fucecchio, hanno trovato la pistola utilizzata; per quanto sembrasse vera, si trattava di una fedele riproduzione di un’arma reale ma di libera vendita ai maggiorenni, caricata a gas e priva di munizionamento al momento del suo utilizzo. Si tratta comunque di un’arma che non ha il cerchietto rosso in cima alla canna e che quindi può essere tranquillamente scambiata per una vera pistola, soprattutto nella concitazione del momento in cui viene mostrata per intimidire o per minacciare. E comunque, se utilizzata a breve distanza, coi pallini sparati a gas può rompere una bottiglia di vetro (va da sé che può ferire più o meno gravemente una persona). Risultato: l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per ubriachezza, minacce aggravate e per porto abusivo di arma o oggetti atti ad offendere. Il tutto è andato avanti per circa un’ora e mezza, da quando il 36enne ha sparato a quando gli uomini dell’Arma hanno trovato nella sua abitazione la pistola a gas. Per il titolare del bar e la barista “soltanto” un grandissimo spavento. —

Marco Sabia

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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