Il dolore
Arrestato per violenza ammette i video hard
La guardia giurata non nega la diffusione dei filmati con la moglie, ma respinge l’accusa del sesso di gruppo imposto alla donna
PONTEDERA. Un’ammissione parziale dei fatti, quelli per i quali non poteva negare, il rifiuto della violenza sessuale di gruppo e la tegola ulteriore della sospensione dal lavoro.
La guardia giurata arrestata per violenza sessuale di gruppo e maltrattamenti contro la moglie al momento sta cercando la disponibilità a ospitarlo da parte di amici o parenti per poter chiedere gli arresti domiciliari. Quella della dimora è una condizione essenziale per avanzare un’istanza di revoca del carcere mitigata con i domiciliari. Al momento nessuno si sarebbe fatto avanti per ospitare l’uomo denunciato dalla moglie dopo anni di vessazioni e umiliazioni soprattutto di carattere sessuale culminate con la diffusione online di video e foto della donna in situazione intime, anche con l’uso di sex toys.
La guardia giurata, difesa dall’avvocato Sandra Guainai, potrebbe vedersi modificare i reati iniziali con l’aggiunta anche di quello passato alle cronache come “revenge porn”, la vendetta consumata divulgando immagini hard del proprio partner. Lui quei video li aveva postati su un sito per coppie scambiste utilizzando le credenziali della moglie, password personali sottratte per poterle poi utilizzare all’insaputa della donna. È stata la querela della consorte, assistita dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria a dare il via alle indagini degli investigatori del commissariato di Pontedera concluse in modo rapido con la misura cautelare in carcere. La decisione di porre fine alle mortificazioni inflitte negli anni, sarebbe arrivata quando in una situazione di intimità con il marito la donna vide apparire in camera un estraneo. Aveva risposto all’appello online della guardia giurata alla ricerca di uomini con cui fare sesso di gruppo con la moglie. —
P
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