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metalmeccanica: prove di ripartenza  

Calcinaia, crescono gli ordini e si tenta l’accordo: lavorare meno allo stesso salario

Andreas Quirici
Calcinaia, crescono gli ordini e si tenta l’accordo: lavorare meno allo stesso salario

Oggi e domani referendum degli operai all’Assowerke. Nella bozza d’intesa 18 turni al posto degli attuali 15

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Andreas Quirici

CALCINAIA. Lavorare 36 ore a settimana e riscuotere un salario pari alle “classiche” 40 ore. Una soluzione che ieri è stata illustrata nelle assemblee agli operai, i quali decideranno se adottarla o meno tramite il referendum tra oggi e domani. L’accordo, se avallato dalla forza lavoro, consentirà alla Assowerke di Fornacette di “sfruttare” al massimo gli impianti visto che, alla base dell’intesa, c’è la creazione di 18 turni lavorativi al posto degli attuali 15. In questa maniera sarà possibile rispondere alle numerose commesse giunte negli ultimi mesi dalle aziende che producono veicoli a due ruote, con la Piaggio che ha dato un notevole impulso alle richieste di componenti per i suoi scooter.

Ma non c’è solo l’azienda di Pontedera a rendere questo periodo primaverile favorevole a una netta ripresa della produzione all’ex Pistoni Asso. Tutto il settore delle due ruote sta dando segnali di incremento delle vendite per i prossimi mesi. E l’azienda di Fornacette ha bisogno di seguire questo trend, dopo il calo fatturato pari a 8 milioni registrato nel 2020.

Ecco quindi che la dirigenza ha avviato da giorni una trattativa coi sindacati per trovare una soluzione condivisa, in grado di consentire il massimo uso dei macchinari. Così la fabbrica sarà attiva anche tutta la giornata di sabato fino alle 22, ripartendo il giorno successivo alla stessa ora.

L’accordo prevede anche un eventuale diciannovesimo turno per la domenica mattina che l’azienda potrà usare, a seconda delle necessità produttive, ma “solo” per quattro mesi. E questo, comunque, equivarrebbe a un aumento salariale.

Le quattro ore di “differenza” tra quelle lavorate e quelle retribuite saranno “coperte” al 50 per cento direttamente dall’azienda e per il restante dai cosiddetti permessi Rol. Uno schema molto simile a quello attuato alla Vitesco di Fauglia e San Piero a Grado, ramo d’azienda del gruppo Continental.

Oggi e domani, quindi, la parola passa ai lavoratori che con il loro voto avalleranno o meno l’ipotesi di accordo tra sindacati e azienda. «Crediamo molto in questa operazione – spiega Riccardo Bartoli, Rsu in quota Uilm Uil –. Ognuno di noi ha dato il massimo per creare le giuste condizioni affinché si potesse giungere a un’intesa che salvaguardasse gli interessi dei lavoratori». Secondo Angelo Capone, Rsu di Fiom Cgil, «la discussione su questo tipo di accordo era già in atto prima dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. Poi, con la pandemia, le priorità sono diventate altre».

Evidentemente, però, la spinta delle commesse ha riportato la situazione in epoca pre-Covid, in attesa che dal governo arrivi la risposta alla richiesta avanzata da Assowerke per l’ingresso nel capitale sociale dell’azienda da parte dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia). —

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