Sicurezza
«Ora serve una svolta come nel caso-metanolo»
santa croce. «Ci auguriamo che da questo frangente così drammatico per l’economia della nostra regione, nasca un generale ripensamento sui cicli produttivi che comportino gravi rischi per gli ecosistemi e la salute. Una grande rivoluzione degli stili di produzione, dal settore della concia a quello della depurazione, simile a quella che decise di percorrere il settore vitivinicolo dopo lo “scandalo metanolo”». È l’auspicio di Legambiente. Che spiega: «Non sappiamo cosa verrà confermato nell’eventuale processo, ma le indagini riferiscono di fanghi sversati nell’alveo dell’Usciana, sforamenti sistematici degli scarichi, traffico di ceneri da Ecoespanso verso impianti di aggregati in mano a ditte vicine alla ‘Ndrangheta, spandimenti di questi aggregati nell’ambiente o come riempimenti nei lavori. Negli anni sono stati fatti enormi passi in avanti nel recupero delle acque e nel risparmio energetico. Molti progetti sono stati finanziati con denaro della Regione e/o con fondi europei; il dubbio atroce che ci assale oggi è che questi notevoli investimenti pubblici non siano finora riusciti a minimizzare l’impatto ambientale e sanitario di queste lavorazioni. Che sia stata solo una enorme operazione di Green Washing (ecologismo di facciata, ndr)? Il pensiero poi va a quegli imprenditori e a quei manager onesti, per i cui sforzi di rinnovamento in questi anni l’inchiesta Keu cade come una mannaia, doppiamente beffati, dalla concorrenza sleale di chi ha perpetrato ecoreati e dal danno d’immagine di essere comunque associati al malaffare che sta emergendo». —
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