Il Tirreno

Pontedera

«Nuovi vertici per consorzi e associazioni»

Il sindaco di Fucecchio: «Passaggio indispensabile per permettere al distretto di ripartire senza ombre»

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fucecchio. «Dobbiamo sgombrare il campo da ogni ombra e per farlo è necessario ed urgente rinnovare tutti gli organi collegiali di consorzi e associazioni oggetto delle indagini, i quali dovranno ritornare ad essere prontamente al servizio del tessuto produttivo e delle imprese». Il sindaco di Fucecchio, Alessio Spinelli (nella foto a destra), interviene sull’inchiesta sui rifiuti della Direzione distrettuale antimafia che ha travolto il settore conciario e che vede tra gli indagati anche la sua collega santacrocese Giulia Deidda per il reato di associazione a delinquere, insieme ai vertici dell’Associazione conciatori, vecchi e nuovi. Spinelli indica la strada «per ripartire, per difendere i posti di lavoro e le imprese». «Non siamo terra di mafia – spiega – e non li dico soltanto io, lo dice il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, un uomo che ha condotto decine di indagini sulle infiltrazioni mafiose nella nostra regione. Se la magistratura appurerà delle responsabilità penali dovremo eliminare dal paniere le mele marce perché il nostro paniere è composto da mele sane. Se qualcuno ha sbagliato ne renderà conto davanti alla giustizia ma non possiamo mandare in fumo il lavoro di un settore e di un distretto tra i più importanti della Toscana, per ricchezza prodotta, per innovazione e soprattutto per impegno ambientale. Il settore conciario, dal punto di vista dei controlli e delle prescrizioni in materia ambientali, non ha mai avuto sconti da nessuno, tanto più adesso che si sta attuando un’opera importantissima sotto l’egida del Ministero dell’Ambiente: l’accordo di programma sulla depurazione delle acque conosciuto da tutti come “Tubone”».

L’impegno in favore dell’ambiente, ricorda il sindaco, non nasce certo oggi in questa zona. «Qui – sottolinea Spinelli – sono stati realizzati i depuratori nel 1974, quando neanche esisteva una legge nazionale sulla depurazione. Nel nostro distretto sono stati fatti investimenti nella tutela dell’ambiente che non hanno eguali in Italia. E adesso si vuol rischiare di perdere una ricchezza costruita in decenni perché qualcuno potrebbe aver macchiato il buon nome del nostro territorio? Io credo che sarebbe un errore gravissimo».

Quindi Spinelli invoca il rinnovo dei vertici di associazioni e consorzi per il futuro del Distretto Industriale, «un luogo dove con fatica abbiamo lavorato insieme – enti locali, associazioni di impresa, sindacati e parti sociali – per proteggere il sistema da eventuali infiltrazioni malavitose, che in questo periodo di pandemia trovano ancor più terreno fertile. Se qualcuno ha cercato scorciatoie affidandosi a legami opachi con soggetti vicino alla ‘ndrangheta ne risponderà alla giustizia. Ma le imprese sane e i posti di lavoro devono essere tutelati. Anzi, dirò di più: dobbiamo reagire e rimettere in piedi tutta la filiera del sistema produttivo e farci trovare ancora più pronti quando la pandemia sarà finita. Le nostre concerie e i nostri calzaturifici sono i luoghi dove nasce il Made in Italy, dobbiamo difenderle assolutamente. Dobbiamo usare questo momento buio per raccogliere le forze, per trovare soluzioni ancora più efficienti, anche nei controlli, facendoci aiutare anche dalle nostre Prefetture, in modo da ripartire più forti di prima».

«Infine – conclude Spinelli – sono particolarmente felice di aver appreso che al momento, dalle numerose indagini fatte da Arpat sui pozzi privati lungo la nuova strada regionale 429, non sono state rinvenute sostanze inquinanti: una prima notizia positiva». –

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