Il dolore
«Sto morendo, ti chiamo per dirti addio»
Pomarance, muore imprenditore agricolo: la commovente telefonata al direttore della Confederazione agricoltori
POMARANCE. Alla fine degli anni Settanta, quando l’Italia viveva ancora il boom economico e quando le persone lasciavano le campagne per trasferirsi in città, Otello Ferri fece il percorso inverso, abbandonando la “sua” Firenze e la Fiat dove lavorava e in cui svolgeva il ruolo di sindacalista per la Fiom Cgil per andare a vivere a Fontebagni, località di Pomarance. Qui portò la moglie Maria Grazia e la figlia Monica per vivere di agricoltura, dopo aver comprato un podere al Berignone e uno, appunto, nella località pomarancina. Ferri è morto l’altro giorno a causa di una malattia, ma sono in tanti a piangerlo.
Nato nel 1941, era molto conosciuto in zona anche per essere stato un punto di riferimento della Confederazione italiana agricoltori (Cia). E proprio il direttore della sede di Pisa dell’associazione, Stefano Berti, racconta uno degli ultimi episodi che lo lega all’80enne: «Pochi giorni fa mi ha chiamato dicendomi che gli restava poco tempo da vivere e che, per questo, voleva salutarmi per l’ultima volta. Un momento molto commovente per me che l’ho conosciuto in maniera profonda».
Ferri è stato assessore del Comune di Pomarance e ha assunto anche la delega all’agricoltura all’interno della Comunità montana. È stato anche presidente della cooperativa San Vittore di Pomarance, una sorta di istituzione per il mondo agricolo della Valdicecina e che oggi, purtroppo, non esiste più. «Mio padre è stato anche quello che, dopo essere arrivati in Valdicecina, ha riaperto il percorso che porta al Masso della Fanciulle – sottolinea la figlia che oggi fa l’architetto a Pisa e che si è occupata direttamente del babbo nei suoi ultimi mesi di vita – Ricordo che nessuno andava più all’oasi naturalistica per un grave incidente che era accaduto poco tempo prima. Il sentiero era sparito. Ma l’intervento di mio padre permise alle persone di riappropriarsi di quel luogo fantastico».
La famiglia Ferri è proprietaria del podere San Domenico a Fontebagni, dove l’80enne ha portato avanti l’attività anche di agriturismo e dei terreni in cui si trova il podere Il Mulino al Berignone.
Fino a lunedì, la salma di Ferri rimarrà esposta nella cappella mortuaria della Pubblica assistenza di Pisa, poi il giorno successivo sarà cremata. «Più avanti faremo una giornata commemorativa in sua memoria – aggiunge Monica Ferri – così come voleva lui». —
Andreas Quirici
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