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Pontedera

l’emergenza coronavirus 

«Mancano centri per i vaccini in Valdicecina»

«Mancano centri per i vaccini in Valdicecina»

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POMARANCE. «Nessuna notizia dalla Società della salute sulla proposta avanzata dai medici di famiglia per realizzare centri vaccinali contro il coronavirus a Volterra e Pomarance. E questo è un grande problema per gli abitanti anziani della Valdicecina». Loriano Fidanzi, capogruppo di Democrazia civica, all’opposizione in consiglio comunale a Pomarance, attacca la direttrice della Società della salute, Patrizia Salvadori: «È inutile che sbandieri le tante somministrazioni di vaccini al centro creato a Pontedera, quando centinaia di quelle persone provengono dalla Valdicecina, obbligandole a sobbarcarsi viaggi di chilometri, quando la soluzione potrebbe essere trovata in questa zona».

I medici di famiglia dell’Alta Valdicecina, tramite il loro coordinatore Pietro Ranieri, avevano avanzato l’ipotesi di realizzare quelli che oggi si chiamano hub al campeggio delle Balze di Volterra e allo Spazio Savioli di Pomarance. «Ma a distanza di alcuni giorni, dalla Società della salute non sono arrivate notizie – aggiunge Fidanzi – Siamo in una situazione in cui le persone tra i 70 e i 79 anni devono andare a Pontedera, a Cecina o Follonica per farsi vaccinare. E questo è inaccettabile quando, invece, basterebbe valutare più attentamente la situazione per capire che occorre trovare una soluzione in questa zona. Anche perché, non è che con l’attuale campagna vaccinale usciremo dall’incubo. Dovremo vaccinarci anche l’anno prossimo e chissà per quanto tempo ancora. E credo che occorra trovare un rimedio, altrimenti obbligheremo gli anziani a fare veri e propri viaggi che, per molti, sono insostenibili».

Da qui la nuova richiesta alla Società della salute di approfondire la situazione e a prendere provvedimenti. «Non vorremmo che i cittadini della Valdicecina fossero considerati di serie B rispetto ad altre zone della provincia – rincara la dose Fidanzi – E aggiungo che occorrerebbe scegliere locali idonei come quelli indicati dai medici di famiglia e in cui sono già stati realizzati i centri per effettuare i tamponi con cui rilevare la presenza del coronavirus. Si tratterebbe di apportare piccole modifiche per poter partire. Spero tanto che ci sia un ripensamento per il bene di tante persone della nostra zona». —

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