Attenzione
Spara contro l’amante della moglie, resta in cella
Pericolo di reiterazione del reato per l’operaio che ha aggredito l’ormai ex amico con tre colpi di pistola non andati a segno
pontedera. Resta in carcere il 40enne dell’Est Europa arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio dopo aver sparato, senza centrarlo, contro un connazionale ritenuto l’amante della moglie.
Lo ha deciso il gip Giulio Cesare Cipolletta accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Lydia Pagnini, titolare dell’inchiesta nata dopo la denuncia del bersaglio dell’operaio residente con la famiglia in Valdera, difeso dall’avvocato Marco Meoli in occasione dell’interrogatorio di garanzia. Il pericolo di reiterazione del reato è stato ritenuto ancora forte. L’episodio è avvenuto nelle scorse settimane e nasce, come anticipato da Il Tirreno nell’edizione di ieri, come rivalsa dell’arrestato nei confronti di quello che riteneva essere qualcosa di più dello spasimante della giovane moglie.
Un amico di famiglia che aveva approfittato della fiducia dell’operaio e fatto avances, ricambiate, alla mamma dei suoi figli.
Il 40enne è uscito di casa con una pistola, un’arma detenuta illegalmente, e si è diretto verso l’abitazione del connazionale che vive in un comune del comprensorio del Cuoio.
Arrivato nei paraggi della residenza è sceso dall’auto e dopo averlo chiamato lo ha affrontato.
Gli spari sono stati anticipati dalla lite in cui l’operaio ha scaricato la sua rabbia sull’amante, peraltro una persona verso la quale c’erano una confidenza e una lealtà di lunga data.
Poi, senza più autocontrollo. gli ha puntato contro la pistola e ha premuto per tre volte il grilletto. Una sequenza rapida, alla cieca.
Non l’ha colpito. L’obiettivo è stato salvato dalla sua buona stella o grazie alla mira del 40enne che ha fatto cilecca. O, ipotesi che potrà essere spesa in fase processuale, voleva solo spaventarlo ma non ucciderlo.
Qualunque siano state le intenzioni dello sparatore le conseguenze della sua spedizione punitiva a mano armata si sono tradotte in un arresto in carcere.
Se voleva solo mettergli paura l’epilogo dell’irruzione a casa del connazionale è andato oltre le sue volontà.
Se davvero voleva uccidere l’amante della moglie, rimasta a casa con i figli nonostante la scoperta della relazione extraconiugale, non aver centrato l’uomo ha salvato una vita ed evitato a lui un’accusa da ergastolo. —
Pietro Barghigiani
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