Proteste
Terricciola è da zona rossa: «Scuole chiuse e più controlli»
Stop alla didattica in presenza nel plesso di primaria e secondaria del capoluogo. Bini: «Focolai familiari, troppi 43 casi su 4.400 abitanti: serve cambio di rotta»
Terricciola. I numeri sono ampiamente da zona rossa. Il sindaco chiude la scuola del capoluogo e annuncia “tolleranza zero”: «Dobbiamo far rispettare le regole ad ogni costo, ne va della salute pubblica».
Altrimenti i primi provvedimenti, decisi nella giornata di ieri dopo un confronto con l’Asl, potrebbero non bastare. «Ma serve un’inversione di tendenza», ribadisce Mirko Bini, che snocciola numeri per spiegare ai cittadini la delicatezza della situazione che si è creata nel comune di Terricciola, dove negli ultimi giorni c’è stata un’impennata di casi. Attualmente i positivi sono 43 (4 dei quali ricoverati in ospedale), su una popolazione di circa 4. 400 abitanti: una situazione che non si era mai verificata a Terricciola dall’inizio della pandemia. E che spazza via il tetto dei 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti, considerata la soglia di guardia: Terricciola al momento è a quota 640. Un dato decisamente troppo alto per non provare a correre ai ripari, pur con la consapevolezza delle difficoltà nel trovare provvedimenti efficaci in realtà territoriali così piccole: è proprio il motivo per il quale molto difficilmente scatterà la zona rossa, nonostante i numeri siano allarmanti. «I dati sono oggettivamente preoccupanti – spiega il sindaco –. Per questo ho firmato l’ordinanza di chiusura per quanto riguarda la didattica in presenza della scuola primaria e secondaria di Terricciola, mentre restano aperta la scuola dell’infanzia del capoluogo e la primaria di Selvatelle, dove non ci sono focolai».
Il plesso di Terricciola resterà chiuso fino al 12 maggio, «per cercare di contenere i contagi, che sono oltre il doppio dei limiti», complici una manciata di focolai familiari, dove sono presenti bambini e ragazzi che frequentano l’istituto: «Sarebbe stato difficile gestire la situazione con la didattica in presenza, penso per esempio ai pulmini. Quindi abbiamo preferito intanto interrompere le lezioni, con l’auspicio che il provvedimento ci permetta di circoscrivere i focolai». Tuttavia «non ci sarà, almeno per ora, una zona rossa – conferma il sindaco – perché la linea è di introdurla soltanto a livello di aree e quella di cui facciamo parte non ha numeri preoccupanti. Quindi Terricciola resta gialla come il resto della Toscana». Ma Bini chiede la massima collaborazione da parte dei cittadini: «Dobbiamo usare la testa e comportarci in maniera responsabile, al di là di quello che ci è consentito fare. Sono in continuo contatto con l’Asl: valuteremo tutte le azioni da fare per cercare di contenere il focolaio e ottenere un cambio di rotta nel giro di una settimana, 10 giorni al massimo. Però in questo momento i dati ci dicono che dobbiamo stare attenti». Le regole da seguire sono sempre le stesse, anche se in tanti fanno fatica a rispettare: «Evitiamo luoghi chiusi affollati, indossiamo sempre la mascherina, manteniamo il distanziamento e rimandiamo tutto ciò che non è strettamente necessario e che può mettere a rischio noi e gli altri. Abbiamo il dovere di circoscrivere il problema nel minor tempo possibile».
Le raccomandazioni saranno accompagnate da una stretta sui controlli: «Mi sono già confrontato anche con le forze dell’ordine. Ci sarà “tolleranza zero”. La percezione che ho girando per le strade è che in molti cittadini non ci sia la consapevolezza della situazione. E questo non possiamo permettercelo». —
Francesco Turchi
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