Ucciso dal Covid a 82 anni ex portiere del Fucecchio
fucecchio. Per i fucecchiesi un po’ più avanti con gli anni, Furio Giuntoli era il portiere del Fucecchio degli anni ‘60, oltre ad avere avuto – fino alla pensione – un negozio di mattonelle in via Provinciale Fiorentina, sulla strada che porta a Santa Croce sull’Arno.
Furio (82 anni) è deceduto sabato all’ospedale di Empoli, dove era stato ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute causa Covid; Giuntoli aveva iniziato ad accusare i primi sintomi (qualche linea di febbre) sabato 10 aprile, mentre il 2 aprile aveva ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer.
Destino ha voluto che si contagiasse prima che – a stare alle risposte che dà l’Aifa sul proprio sito – il vaccino gli garantisse una copertura salvavita.
L’anziano infatti è venuto in contatto nei giorni precedenti e anche successivi alla somministrazione della seconda dose (e quindi fino a poco prima dei primi sintomi) con una persona che poi è finita in ospedale Covid positiva, vanificando molto probabilmente l’effetto del vaccino.
Furio era un grandissimo tifoso della Juventus e della Ferrari, uomo buono che ha lasciato la moglie Loredana (anche lei ricoverata, ma al San Pietro Igneo di Fucecchio), le figlie Monica e Cinzia e le nipoti, oltre a tutte quelle persone che negli anni avevano potuto conoscerlo ed apprezzarlo.
Giuntoli era originario di Castagneto Carducci; si spostò a Fucecchio nel 1961 con la moglie – nativa di Pomarance – proprio perché sarebbe andato ad indossare la maglia della squadra locale.
Dopo aver avuto un calzaturificio, si è realizzato professionalmente aprendo la “Tre A Pavimenti”, negozio specializzato nella vendita di mattonelle.
Dal 1993 era andato a vivere – sempre con la moglie Loredana – a Cerreto Guidi, dov’è rimasto fin quando si è ammalato; l’uomo è stato prima seguito a casa dall’Usca, almeno fin quando le sue condizioni sono state accettabili.
Purtroppo però domenica scorsa le sue condizioni si sono aggravate ed è stato portato in ospedale a Empoli, dove si è spento sabato. Può comunque capitare di infettarsi tra la prima e la seconda dose, senza che il vaccino faccia il proprio corso (episodi del genere sono avvenuti ad esempio nelle Rsa, dove la vaccinazione è partita subito insieme a quella del personale sanitario a gennaio).
La moglie di Furio – 78enne, quindi non over80 – ha invece ricevuto una singola dose del vaccino Moderna e non versa in pericolo di vita. Al netto di questo rimane il dolore di una famiglia che ha visto cadere in pochi giorni il proprio pilastro: padre, marito, nonno, zio e molto altro ancora. Un uomo in ottime condizioni, che non aveva mai avuto particolari problemi di salute e che purtroppo però non è riuscito a parare il tiro più difficile della sua vita. —
Marco Sabia
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