Il Tirreno

Pontedera

la protesta a empoli 

Rabbia e delusione sulla 429 in 200 alla manifestazione

Viola Centi ;

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Viola Centi

EMPOLI. «Ho pagato quindici anni di mutuo, per stare in campagna, per avere un pezzo d’orto, e ora non posso mangiare nemmeno un pomodoro». Nazzareno Caporaso è un residente di Piangrande, frazione empolese, a pochi metri dalla strada regionale 429.

Pensava di aver fatto un investimento per il futuro, per vivere tranquillo in mezzo al verde. Invece, si è ritrovato un’arteria fondamentale per la viabilità a pochi metri da casa che secondo la procura di Firenze, sarebbe stata realizzata anche con l’utilizzo illecito di materiali contaminati derivati dai rifiuti delle concerie di Santa Croce sull’Arno, ovvero il “Keu”.

Materiali altamente inquinanti che potrebbero infiltrarsi nel terreno e nelle falde acquifere, proprio qui dove ancora l’acquedotto non arriva a tutti, e molti residenti utilizzano l’acqua dei pozzi privati per attività quotidiane, dalla doccia alle lavatrici. Ieri mattina, Caporaso e altri duecento tra residenti ed esponenti di varie sigle più o meno politicizzate della zona, era al presidio organizzato dall’Assemblea permanente No Keu, nato solo una settimana fa, all’indomani della rivelazione dell’inchiesta in cui si ipotizza il coinvolgimento anche della ’ndrangheta. «Siamo spiazzati – spiega Caporaso – vogliamo capire, mi piacerebbe sapere chi sono i responsabili, e che paghino. Noi che ci eravamo impegnati per vivere in campagna, siamo passati dalla Serie A alla Serie B in pochi giorni». Simona Rossi, di Molin Novo, ha l’allacciamento all’acquedotto, «ma abbiamo una società agricola, con l’acqua dei pozzi ci irrighiamo i campi – spiega Rossi – Era la terra del nonno del mio compagno, avevamo tanti progetti. Forse viviamo con meno ansia rispetto a chi usa l’acqua dei pozzi per cucinare, ma siamo sconcertati». «Abbiamo preso una botta esagerata – dice Vania Micheli – siamo rimasti sconvolti per tre giorni, poi ci siamo fatti forza, grazie anche ai vicini di casa, che sono più giovani, e combattivi. Si spera tutti insieme di ottenere qualcosa».

Al presidio anche molti esponenti della politica locale. «Ci sentiamo presi in giro – dice Samuela Marconcini della Sinistra – dopo anni di promesse, dopo tutti i morti che ha provocato la vecchia strada 429, costruita per le macchine e non per le persone, dopo le inaugurazioni trionfali della nuova 429, si scopre che ci hanno portato i rifiuti, e per giunta rifiuti a chilometro zero, di Santa Croce».

C’è anche Mauro Valiani, esponente storico della sinistra empolese. «C'è un intreccio di piani, una cosa sono le infiltrazioni mafiose, altra cosa sono i rapporti tra centri produttivi e politica, che devono necessariamente confrontarsi con tutta la società, non solo con la grande industria». Valiani spezza una lancia anche per le concerie di Santa Croce: «Tanti imprenditori della concia sono vittime di questa vicenda, come i residenti – spiega – non c’entrano niente, devono essere salvaguardati, altrimenti si perde un comparto produttivo e i lavoratori». —

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