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Pontedera

gli interrogatori 

Scena muta dei conciatori di fronte alla giudice a Firenze

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santa Croce. Non hanno parlato davanti alla gip, come da previsioni. Troppe le pagine dell’inchiesta da valutare, leggere e rileggere, prima di potersi esprimere nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Firenze relativa a presunti reati ambientali nello smaltimento dei rifiuti delle concerie. Oltre 45 faldoni. Di fronte alla giudice sono apparsi il direttore dell'Associazione conciatori di Santa Croce sull'Arno Aldo Gliozzi e il suo predecessore Piero Maccanti nonché l'ex presidente Alessandro Francioni, tutti finiti ai domiciliari.

È stato invece rinviato al 29 aprile l'interrogatorio di Francesco Lerose, che è attualmente detenuto in carcere, proprietario dell’omonima azienda di produzione di materiali riciclati a Pontedera. Secondo la Procura sarebbe legato ad ambienti della n’drangheta.

Anche nei giorni scorsi i primi ad apparire di fronte alla gip si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Dunque finora nessuna dichiarazione da parte delle persone coinvolte nell’inchiesta dopo i giorni caldi delle misure cautelari.

In corso di preparazione al Tribunale del Riesame i ricorsi contro i sequestri dei conti correnti di persone fisiche e società. Il termine scade domani e la festività fa posticipare a lunedì la scadenza.

La caccia ai cantieri che hanno ricevuto le terre di riempimento della ditta Lerose è appena iniziata. L’esempio più clamoroso resta per ora la strada regionale 429 nell’Empolese. Ma carabinieri forestali e del Noe (nucleo ambientale) hanno ampliato il raggio d’azione per cercare anche in altri siti le ceneri dei fanghi di conceria (Keu) uscite dall’impianto ex Ecoespanso di Santa Croce sull’Arno.

Quelle polveri, miscelate ad altri rifiuti da demolizione nel piazzale di Francesco Lerose a Pontedera, potrebbero essere state usate come materiali di riempimento anche se ancora contaminati con cromo, arsenico e altri metalli pesanti. Ne sono convinti gli investigatori, coordinati dal pm della Dda Giulio Monferini, impegnati a seguire nuove piste, emerse anche grazie agli indizi raccolti durante le perquisizioni effettuate agli indagati nel corso degli arresti.

Un’inchiesta dunque che non pare destinata a fermarsi qui, con gli investigatori ancora al lavoro sui tanti fatti e materiali raccolti finora. —

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