Il Tirreno

Pontedera

la testimonianza 

«Non mangio più i miei ortaggi, ho paura di avvelenarmi»

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empoli. «Le mie bietole, l’insalata e poi anche i carciofi. Non mangio niente dei miei ortaggi, ho paura di avvelenarmi». Carlo Santella, 80 anni, mentre racconta con quanta cura coltiva le proprie piantine, ha alle spalle proprio la nuova strada regionale 429. Siamo a Molin Novo. Il campo gli serve «per divertimento, per mangiare due verdure fresche. E invece mi toccherà buttare via tutto».

Anche Santella ha paura della contaminazione che potrebbe aver causato il Keu, il materiale altamente inquinante derivato dalla lavorazione dei rifiuti delle concerie di Santa Croce sull’Arno, e che sarebbe stata illecitamente smaltito proprio nella strada regionale 429, per costruire il sottofondo della strada ( ma non solo qui). «Lascerò marcire tutto – spiega Santella, mentre Arpat controlla il pozzo – mi hanno fatto vaccino per il Covid l’altro ieri, mica voglio rischiare di morire avvelenato dai miei pomodori».

I tecnici di Arpat nel frattempo fanno i prelievi dei campioni per le analisi di laboratorio che andranno a stabilire se ci sono sostanze tossiche nell’acqua del pozzo. «Questo pozzo è profondo 15 metri – spiega Santella ai tecnici, che restano a bocca aperta – lo ha scavato mio padre, a mano, tutto a vanga. Questa terra è della mia famiglia da prima della seconda guerra mondiale, e ci tengo molto. Quando ero piccino, avrò avuto sette o otto anni, nel 1940, si andava al mulino a portare a macinare il grano di notte, di nascosto. Per questo si chiama Molin Novo, perché poi l’hanno rifatto nuovo».

Santella prima della pensione era un contabile, ma la passione per la terra l’ha sempre avuta: «Me l'ha trasmessa il mio babbo». Ore quella terra rischia di essere inutilizzabile, e per essere sicuro di poter ancora coltivare, Santella ha già portato l’acqua del proprio pozzo anche a un laboratorio privato: «Poi si farà il confronto, voglio essere sicuro di quello che mangio».

I controlli sui pozzi intanto sono stati effettuati anche da Acque spa che ha condotto una campagna analitica straordinaria, «non trovando tracce di sostanze tossiche, quali idrocarburi, antimonio, cromo e cromo esavalente», come ha spiegato in una nota. I pozzi controllati sono stati in totale 17: 3 nel comune di Empoli, 12 nel comune di Castelfiorentino e 2 in quello di San Gimignano. «Sarà importante ripetere queste verifiche – ha detto la sindaca di Empoli, Brenda Barnini – al fine di monitorare le condizioni di sicurezza. Per quel che riguarda il controllo sui pozzi privati, Arpat darà entro pochissimi giorni un’informazione certa». Barnini ha anche risposto alle richieste dei residenti della zona, che chiedevano l’allacciamento alla rete idrica: «Abbiamo già chiesto in modo informale ad Acque spa di lavorare ad un progetto di estensione della rete che raggiunga anche chi utilizza ancora acqua proveniente da pozzi privati, da parte di Acque spa ci sono state date rassicurazioni sulla disponibilità». —

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