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Pontedera

verso la biennale di architettura a venezia 

“Laboratorio Peccioli” simbolo di ripartenza

Alessandro Bientinesi
 “Laboratorio Peccioli” simbolo di ripartenza

Svelato con il ministro Franceschini il Padiglione Italia «In vetrina un modello di ecologia, innovazione e cultura»

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Alessandro Bientinesi

peccioli. Si chiamerà “Laboratorio Peccioli” e sarà la sezione nel cuore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura di Venezia, al via il 22 maggio. Ieri, in una conferenza stampa che ha visto anche la presenza del ministro della Cultura Dario Franceschini, ha iniziato a svelarsi il ruolo che il borgo e tutta l’Alta Valdera avranno in questa edizione. Con lo spazio dedicato al nostro Paese curato dall’architetto Alessandro Melis. «Il Laboratorio Peccioli mostrerà nella prestigiosa cornice internazionale veneziana il suo modello straordinario ed esemplare di comunità resiliente in chiave ecologica, sociale, culturale, circolare e tecnologica – ha spiegato ieri Melis –. Il “Sistema Peccioli”, nell’Alta Valdera, si alimenta grazie a un’idea di corretta gestione di un impianto di smaltimento nata negli anni ‘90 che si protrae fino a oggi e riversa sul territorio una grande potenzialità economica, una notevole capacità d’innovazione, una difesa del territorio e un incredibile fervore artistico e culturale». Decisivo il passaggio da una logica Nimby (not in my backyard) a una Pimby (please in my backyard) che ha trasformato Peccioli in un borgo dove la sperimentazione, gestionale, culturale, tecnologica, partecipata e sociale, non si è più fermata. Anzi, ha dato spesso molti indicatori di circolarità. «Per questo Peccioli sta perfettamente all’interno del Padiglione Italia, anzi sarà il suo cuore pulsante, un teatro dove si terranno una serie di performance artistiche – spiega ancora Melis –. Non a caso il padiglione è realizzato a impatto zero e si focalizzerà sul cambiamento climatico, esaltando tutti gli esempi virtuosi di comunità. E in tempo di Covid, certe dinamiche di comunità, sono diventate ancora più importanti».

Il superamento del rifiuto dei rifiuti per dar vita a un circuito virtuoso che porta al miglioramento della qualità della vita. Un circuito, che unisce Comune con Belvedere Spa e Fondazione Peccioliper, che gode dell’attenzione e collaborazione di Onu, Ocse, Cnr, Università di Pisa, Legambiente, Touring Club Italiano, Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa, per citare qualche nome.

Al centro di tutto c’è l’impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti, ormai sostanzialmente autosufficiente dal punto di vista energetico, e i suoi corollari: gli “ettari di cielo”, ossia il parco eolico, la centrale fotovoltaica – primo impianto ad azionariato popolare in Italia –, il teleriscaldamento e la centrale a biomasse. «Nel 1988 a Peccioli era presente una discarica che raccoglieva i rifiuti di sei Comuni – ricorda il sindaco Renzo Macelloni –. All’interno di un riordino che prevedeva la chiusura di diverse discariche della zona, noi abbiamo ritenuto indispensabile procedere a un intervento sull’esistente con un progetto di adeguamento che ha permesso di servire le esigenze del nostro territorio». Una scelta, seguita da di interventi architettonici e artistici, che porterà quella che fu una scelta politica a diventare esempio di comunità resiliente nella mostra-simbolo di una prima ripartenza dell’Italia. —

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