Il Tirreno

Pontedera

dopo 43 anni di professione 

In pensione il dottor Andrea Modesti oltre 1.400 persone cambieranno medico

Tommaso Silvi
In pensione il dottor Andrea Modesti oltre 1.400 persone cambieranno medico

Lunedì sarà il suo ultimo giorno di lavoro, martedì compirà infatti 70 anni. «Terrò gli attrezzi del mestiere sempre in auto»

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Tommaso Silvi

pontedera. Via il camice. La borsa in pelle chiusa per l’ultima volta. Arriva il capolinea di un viaggio lungo 43 anni. «Anche se la professione continuerà a scorrermi nelle vene. Gli attrezzi del mestiere saranno sempre con me, li terrò in macchina, pronti all’uso». Alle spalle c’è una vita passata ad aiutare le persone, andando anche nelle case, agli orari più strani, rispondendo alle domande più assurde di pazienti preoccupati. A volte senza un reale motivo. Davanti c’è la serenità della campagna, l’olio «più buono del mondo, quello che faccio io», e la grande passione per l’arte. Il conto alla rovescia è iniziato da tempo. E ora sta per concludersi. Lunedì sera Andrea Modesti chiuderà la carriera come medico di famiglia. I suoi oltre 1.400 assistiti dovranno trovarsi un’alternativa. Martedì festeggerà 70 anni. Traguardi che si inseguono e si incontrano. E l’idea della pensione che un po’ spaventa. «Un briciolo di paura c’è – confessa –, lasciare la quotidianità non sarà semplice. Ma ho costruito delle valide alternative per tenermi impegnato». Le prime visite, la direzione della Casa della Salute, la lotta contro il Covid. Non mancano aneddoti e colpi di scena nel film della vita del dottor Modesti.

L’ESORDIO

A 25 anni Andrea Modesti si laurea in Medicina all’Ùniversità di Pisa. Vince un concorso nell’ambito della cardiologia e inizia la sua esperienza sul campo all’ospedale Lotti. «Poi capitò una sostituzione – racconta – e cominciai la mia carriera come medico condotto. Da lì non ho più smesso». È il 1978 e Modesti è il dottore di riferimento degli abitanti della zona di via delle Colline, a Pontedera, e di quelli fino alle porte del paese di Forcoli. Una bella fetta di Valdera. «Non ho mai avuto paura – prosegue – sentivo di avere una buona preparazione. Ero reperibile a tutte le ore, tutti i giorni. Un grande impegno. Ricordo che la notte arrivavano sempre delle telefonate dei pazienti, a volte dovevo anche alzarmi e andare da loro. Una vita faticosa, ma era quella che avevo sempre desiderato. Io fin da piccolo ho detto di voler fare il medico. Sono fortunato perché ho realizzato il mio sogno».

LE SODDISFAZIONI

Col passare degli anni sempre più persone hanno conosciuto il dottor Modesti. «Soprattutto nelle zone periferiche – dice –. Un tempo, ma anche oggi, la gente si rivolgeva all’ospedale soltanto per casi gravi. Altrimenti chiamava il medico di famiglia. Mi sono sentito dire un sacco di volte “Dottore mi fido di lei, mi curi ma non mi mandi al pronto soccorso”. E io in qualche modo mi sento gratificato. I pazienti hanno sempre avuto fiducia di me». Oggi Andrea Modesti è responsabile della Casa della Salute di Pontedera, realtà che mette insieme i 24 medici di famiglia della zona, oltre a infermieri e specialisti. «Una grande esperienza di lavoro di squadra – puntualizza – che in Italia non si trova facilmente. Siamo stati pionieri». Soddisfazioni professionali, ma non solo. Tra una visita e l’altra, Modesti si è sposato con Giovanna e ha fatto due figlie. Una è architetto affermata a Firenze, l’altra manager in un’azienda con sede a Modena.

IL COVID E LE PASSIONI

L’ultima grande sfida da medico – e da uomo – il dottor Modesti l’ha affrontata nel marzo dell’anno scorso. «Ho preso il Covid e sono stato ricoverato per una settimana in ospedale con una polmonite bilaterale. Me la sono cavata – ricorda con un sorriso –, diciamo che è andata bene». E ora che la vita da “Dott.” si chiude, ecco che inizia quella nell’universo dell’arte. «Da un anno sono commissario della Fondazione Pisa, partecipo all’organizzazione delle attività culturali all’interno di Palazzo Blu. La pandemia ha bloccato tutto, ma speriamo di poter ripartire presto». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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