Sicurezza
Sit-in leghista: «Chi è coinvolto si deve dimettere»
Manifestanti del Carroccio in piazza Vittorio Emanuele a Pisa I vertici del partito: «Noi garantisti, la sinistra è incoerente»
Libero Red Dolce
pisa. Le parole sono quelle usate dal deputato della Lega Edoardo Ziello alla Camera – «garantisti sì, ma fessi no» – solo che stavolta sono stampate su dei fogli bianchi che i sostenitori della Lega espongono in piazza Vittorio Emanuele. È il Carroccio della base, seppure con numeri esigui nel sit-in di ieri, che vuole fare sentire la sua voce per lo scandalo Keu e chiedere «le dimissioni di chi è indagato».
Domenico Uva, militante leghista, chiede che «chi ha partecipato e ha potuto permettere la diffusione di rifiuti tossici sul territorio dovrebbe farsi un esame di coscienza. Se fosse vera anche solo una minima parte di quello che è venuto fuori dalle intercettazioni pubblicate sui giornali credo che dovrebbero farsi da parte. Il timore è che i terreni interessati dagli interramenti non si limitino a quelli emersi finora dalle carte. «L’aria che respiriamo, l’acqua che usiamo e beviamo è diventata sospetta. Nei terreni ci sono sostanza tossiche. E chissà in quanti altri luoghi sono state sepolte»
Rincara la dose il consigliere comunale Marcello Lazzari, cui tocca reggere il cartello con lo spezzone della frase “garantisti sì”. «Abbiamo voluto questo presidio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione ambientale. Voglio far presente che la giunta pisana sta investendo molto sull’ambiente e di fronte a un atteggiamento nostro, che cerca di preservare l’ambiente, sapere che ci sono piovute addosso delle sostanze tossiche pericolose ci amareggia profondamente».
Lazzari chiede «una presa di posizione da parte dell’Arpat, che vada fino in fondo alla vicenda. Nell’area ex Vacis e all’aeroporto bisognerà bonificare le aree se sarà confermato quello che è emerso».
la nota congiunta
E sulla vicenda intervengono con una nota congiunta anche i big toscani e provinciali della lega: l’onorevole Edoardo Ziello, l’europarlamentare Susanna Ceccardi, l’onorevole Donatella Legnaioli e la consigliera regionale Elena Meini. Fanno professione di garantismo anche loro ma chiedono celerità nelle risposte. «Non spetta alla politica pronunciare sentenze: attendiamo quindi gli sviluppi delle indagini, confidando che i tempi siano ragionevoli. Perché in ballo non ci sono solo le sorti degli indagati, ma anche di migliaia di famiglie toscane e della regione stessa.
Non dobbiamo dimenticarci, infatti, che il distretto conciario è un comparto di straordinaria rilevanza nel tessuto economico regionale, con un ruolo di primo piano anche a livello nazionale ed europeo. Centinaia di aziende, migliaia di lavoratori impiegati, attori protagonisti di una storia imprenditoriale di eccellenza».
E chiudono con una stoccata alla sinistra: «Resta sullo sfondo la questione squisitamente politica, ancora non sufficientemente approfondita a causa delle reticenze della Regione Toscana. Silenzi imbarazzati e imbarazzanti, specie perché provenienti da una parte politica che per decenni si è arrogato il titolo di detentrice dei valori del lavoro e dell’ambiente e che oggi mostra palese incoerenza». —
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