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Palio, si studia il Dpcm per il ritorno nella Buca

Marco Sabia
Palio, si studia il Dpcm per il ritorno nella Buca

Spiragli alla “socialità” nelle disposizioni del governo Il sindaco nomina due nuovi membri e un tecnico nel cda 

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Marco Sabia

Fucecchio. Sarà molto complicato, perché in tempo di pandemia si vive alla giornata, al massimo con un orizzonte di una o due settimane. E organizzare una manifestazione complessa e articolata come il Palio di Fucecchio necessita di molto più tempo e – soprattutto – di molte più certezze di quelle attuali. L’ultimo Dpcm – il primo della fase delle riaperture – potrebbe concedere qualche spiraglio, soprattutto per la “socialità” dell’evento. Allo stesso modo è ancora troppo presto per giungere ad una decisione su come e quando (e se) disputare la quarantesima edizione del Palio.

Mercoledì sera capitani, presidenti e cda dell’Associazione Palio si sono riuniti in videoconferenza, proprio per fare il punto della situazione; intanto è stato confermato che il 30 maggio si terranno le corse di primavera, a porte chiuse (solo un numero ristretto di dirigenti di contrada e di accompagnatori dei fantini e dei cavalli potrà entrare). Allo stesso modo sono stati presentati i nomi di due nuovi consiglieri del cda, a seguito delle dimissioni di Luca Botrini, Ambra Satti e Valerio Guerrieri: si tratta di Monica Cespoli (ex presidente di Samo) e David Giuggiolini (ex presidente e capitano di Massarella), entrambi vittoriosi coi propri sodalizi. Sarà poi il sindaco Alessio Spinelli – al quale spetta la nomina dei componenti del cda – ufficializzare Cespoli e Giuggiolini, che comunque già davano un’importante mano come collaboratori esterni all’organizzazione dei vari eventi. Spinelli ha nominato anche una figura tecnica, Federico Donnini che andrà a fornire un importante supporto per quanto riguarda l'attuazione delle normative di riferimento della manifestazione e in particolare per le decisioni che vengono assunte durante le varie commissioni di pubblico spettacolo convocate ogni anno in previsione della manifestazione.

Sullo sfondo rimane la maxi questione del Palio: nel caso ci fosse la possibilità di disputarlo l’11 luglio, potrebbe essere inserita una seconda giornata di corse in preparazione; allo stesso modo, se gli organizzatori virassero verso il 26 settembre, potrebbero comunque essere disputate delle corse ulteriori per vedere le condizioni di cavalli e fantini. Tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione sanitaria e dalle conseguenti contromisure governative: certo è che un coprifuoco alle 22 anche a luglio stroncherebbe sul nascere ogni idea di fare attività sociale (cioè le cene) in orario serale, abbattendo gli introiti. La prima data dell’11 luglio è meno probabile perché più ravvicinata, mentre quella del 26 settembre si porta dietro i dubbi di un’eventuale estate sulla falsariga del 2020, quando al ritorno dalle vacanze si è di fatto palesata la seconda ondata. Sarà decisiva la percentuale dei vaccinati, così come il destino di eventi similari e le politiche sulle iniziative all’esterno in generale.

Quasi certamente – che sia luglio o settembre – se sarà Palio sarà un’edizione comunque sottoposta a restrizioni, perché sin dal martedì della presentazione del cencio gli assembramenti sono all’ordine del giorno. Senza contare l’attività delle contrade, che potrebbe essere salvata dalla possibilità di pranzare (o cenare, salvo coprifuoco) all’aperto. —

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