La manifestazione
«No al Pd che si genuflette»
Bini: solo un partito che non si piega garantisce il popolo
terricciola. Il blitz dei carabinieri, su disposizione della Dda di Firenze, ha portato all’arresto di 23 persone. E al sequestro di beni per circa 20 milioni di euro. Un’indagine su inquinamento ambientale, narcotraffico internazionale, estorsione associata alla ‘ndrangheta. Un blitz e un’indagine che hanno svegliato di soprassalto la Toscana, anche le comunità più piccole. A Selvatelle, frazione di Terricciola, all’alba Ros e guardia di finanza hanno prelevato dalla propria abitazione Domenico Vitale, 51 anni, descritto dagli inquirenti come una sorta di curatore generale degli interessi ’ndranghetisti in Toscana.
L’indagine ha coinvolto il mondo economico e politico regionale e locale. In questo contesto arriva la riflessione del sindaco di Terricciola, Mirko Bini, che mette insieme lavoro, politica e tutela della salute dei cittadini. «La vicenda giudiziaria avrà il suo corso e le eventuali responsabilità verranno acclarate. Quella politica, invece, è aperta e fa male a chi crede in una società in cui l’interesse economico non possa sovrastare la salute e il bene comune – dice –. Ciò che troviamo ci è stato lasciato da chi c’era prima di noi. Ciò che abbiamo lo abbiamo in prestito dai nostri figli e nipoti, una politica deve saper dire sì e saper dire no. Le porte vanno anche sapute chiudere quando il prezzo dell’accordo non vale il prezzo del futuro». Bini punta forte sull’idea di sviluppo del territorio, un’idea che, quando il piano amianto della discarica Grillaia di Chianni è stato approvato dalla Regione, nel maggio 2020, lo ha portato a scendere in piazza e manifestare con i suoi cittadini contro il suo stesso partito. «Quale idea di sviluppo abbiamo? Uno sviluppo cannibale in cui si cerca la scorciatoia che garantisca profitto o uno sviluppo sostenibile in cui si fa lavoro e i costi ambientali si pagano smaltendo e investendo in tecnologia e non cercando di risparmiare magari “aggiustando” il tiro delle leggi? – dice ancora Bini –. Su questa vicenda si scontra l’ambiguità della politica che fa scelte spesso di facciata e si genuflette alle richieste e alle necessità di chi può chiedere piuttosto che ascoltare il silenzio di chi non sa e può parlare. Ecco, il disagio di questi giorni sta nel chiedersi se chi deve ascoltarci ci ascolta, se chi vive il Partito Democratico con me vede la stessa società che vedo io, se questo partito oggi come ieri sa scegliere in modo autonomo o si piega ai colpi di vento. È un tema forte che va approfondito, perché solo la politica che sa dire di no può garantire il popolo». —
Alessandro Bientinesi
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