Sicurezza
Rimozione all’aeroporto
Via il materiale inquinante, non contaminata l’ex Vacis
pisa. Il materiale era stato certificato come “end of waste”, ma le analisi hanno accertato che non rispettava i requisiti ambientali. Il materiale utilizzato («alcune migliaia di tonnellate», secondo l’accusa) in un cantiere all’aeroporto militare era un rifiuto. E non un prodotto ricavato da scarti industriali sottoposti ad un processo di recupero. È quanto emerge da una relazione chiesta dal Comune di Pisa all’Arpat. I presunti scarichi di materiali altamente inquinanti, mischiati a terreni e ad altri prodotti edili, nell’area ex Vacis e all’aeroporto militare sono approdati in consiglio comunale con un question time del capogruppo di Diritti in comune Ciccio Auletta. «Nel giugno 2020, la ditta che stava eseguendo i lavori nell’area aeroportuale (cantiere per l’adeguamento di alcuni sistemi di navigazione aerea, ndr) ha acquistato materiale riciclato certificato, posto in opera nei mesi di giugno e luglio – la ricostruzione dell’assessore all’ambiente Filippo Bedini sulla base delle informazioni fornite da Arpat –. Nell’ottobre dello scorso anno, la Procura della Repubblica di Firenze ha inviato una comunicazione alla ditta evidenziando che a giugno erano stati eseguiti campionamenti ed analisi del materiale, che risultava qualificato come rifiuto». Alla comunicazione è seguito un piano di investigazione ambientale mirato a verificare l’eventuale presenza di inquinanti. Gli accertamenti hanno rilevato il “non rispetto dei requisiti ambientali”. Il materiale, quindi, non era utilizzabile. Nell’area aeroportuale interessata sono adesso in corso, sotto il controllo di Arpat, gli interventi necessari alla rimozione e allo smaltimento delle opere realizzate.
Poi saranno necessarie ulteriori analisi per verificare l’eventuale inquinamento di terreni e acque e valutare l’eventuale bonifica. Procedimento non necessario invece nel cantiere ex Vacis, l’area oggetto di riqualificazione e rigenerazione urbana dove tra qualche mese sarà inaugurato un nuovo centro commerciale. L’Arpat ha infatti definito la zona «non contaminata». Nei prossimi giorni, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale disporrà ulteriori verifiche nel sito, mentre il tema sarà nuovamente al centro dell’assemblea: “Diritti in comune” ha chiesto la convocazione dei rappresentanti di Arpat in commissione, la Lega in consiglio «per «capire la quantità di materiali inquinanti utilizzati sul territorio comunale». —
Danilo Renzullo
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