Sicurezza
«Quel mezzo dedicato a mia figlia mi riempie il cuore di gioia»
La mamma di Emanuela Zanobini ringrazia la Misericordia di Soiana-Morrona
Quello di Fedora è un cuore grande di mamma, pieno di riconoscenza. Verso i volontari, i paesani, gli amici e tutti quei medici che per tanti anni si sono presi cura di sua figlia. Vorrebbe ringraziarli uno per uno, abbracciarli. Quel mezzo per il trasporto dei disabili che la Misericordia di Soiana-Morrona ha acquistato grazie a una mobilitazione collettiva e ha dedicato a Emanuela, l’ha commossa. «Proprio non me l’aspettavo – racconta Fedora Salvadori di Soianella –. Mi hanno suonato il campanello, dicendomi di uscire fuori, che dovevano farmi vedere una cosa importante. Ero in pigiama, mi sono infilata il cappotto e sono andata». E si è ritrovata di fronte un gruppo di volontari, guidati dal governatore Carla Buti – e il nuovo mezzo con la scritta “in ricordo di Emanuela Zanobini”, morta nel luglio scorso a soli 43 anni.
«Un gesto meraviglioso. Per oltre dieci anni, come volontaria, ho portato mia figlia a fare la dialisi a Cisanello 3 volte alla settimana con il Doblò della Misericordia. Quello che ho fatto io è normale, sono una mamma. Ma ciò che fanno questi volontari è straordinario. Le hanno voluto veramente bene». E per mamma Fedora è un orgoglio vedere il nome della figlia stampato sul nuovo mezzo: «Ha scoperto di avere la sclerosi multipla a vent’anni. Ma almeno all’inizio ha continuato a fare la sua vita. È stata assunta dalla Cassa di Risparmio di San Miniato e anche i colleghi le sono sempre rimasti accanto», come dimostra anche la partecipazione alla colletta attraverso il Fondo di solidarietà fra il personale.
«Poi una decina di anni fa si sono aggiunti altri problemi di salute, che hanno reso necessaria la dialisi». Insieme a tanta sofferenza, Fedora ed Emanuela hanno incontrato tantissimo amore: «Mia figlia aveva una grande forza dentro. Ha lottato fino all’ultimo secondo della sua vita. E siamo state aiutate tanto. Mi sento in debito con tutti: volontari, amici ma anche con i tanti medici e infermieri che abbiamo incontrato in tutti questi anni e che sono stati eccezionali. L’hanno assistita, curata, coccolata: hanno fatto di tutto per la mia Emanuela, che aveva una forza straordinaria. Non ci siamo mai sentite sole: abbiamo avuto tanto male dalla vita, ma abbiamo ricevuto anche tanto amore». Come quello dei volontari della Misericordia: «Uno dei tanti ricordi indelebili è la giornata trascorsa a Marina di Pisa. Chiesi loro di fare un regalo ad Emanuela. E loro si organizzarono, nonostante le tante difficoltà. Era felicissima». Nove mesi dopo la sua scomparsa, la Misericordia di Morrona ha raggiunto l’obiettivo di acquistare il nuovo mezzo da utilizzare per il trasporto dei disabili. E l’ha dedicato proprio alla figlia di Fedora: «Ringrazio con infinito affetto tutte le persone che hanno reso possibile questo meraviglioso ricordo di Emanuela». —
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